Primavera, le tartarughe escono dal letargo

di Giulia 1

tartarughe escono dal letargo

La primavera è arrivata e con i primi tepori ecco che le tartarughe escono dal letargo: si tratta di un momento di particolare importanza e delicatezza per loro, che tornano alla vita quotidiana dopo mesi e mesi di sonno, riparate e protette dalla terra e dal suo calore. Ma come affrontare questo momento? Per prima cosa occorre avere pazienza: il risveglio delle tartarughe è lento e non bisogna assolutamente disturbarle fino a quando non saranno del tutto sveglie. Solitamente le tartarughe si risvegliano quando le temperature iniziano a superare i dieci gradi: in questi casi il loro metabolismo si riattiverà e questi animali non vedranno l’ora di esporsi al sole per prendere tutto il calore possibile, necessario per una perfetta rimessa in moto del loro organismo

La prima cosa di cui una tartaruga ha necessità non appena esce dal letargo, è senza dubbio reintegrare i liquidi, bevendo e reidratandosi, espellendo anche le tossine accumulate nel corso dell’inverno. Quando noterete la vostra tartaruga passeggiare per il giardino, la potete prendere dolcemente per farle fare un bagno tiepido: mettetela in un contenitore di acqua il cui livello superi di poco il piastrone, per farla bere ed urinare, oltre che appunto per l’espulsione delle tossine. Fatto ciò la potete togliere e lasciare libera di girovagare per tutto il giardino o il terrario, a seconda di dove la tenete solitamente.

Nei primi giorni post risveglio la tartaruga potrà essere inappetente ma non vi preoccupate: è un processo del tutto normale ce può durare sei sette giorni circa. Si tratta di una fase che viene comunemente chiamata anoressia post letargo. Piano piano vederete ch il vostro animale domestico ricomincerà a mangiare erbe di campo come il tarassaco, piantaggine, trifoglio, di cui va ghiotta. Non forzatela a mangiare e fornitegli tutte le erbe necessarie per la sua corretta alimentazione: in poco tempo ritornerà ad essere l’animale vispo e curioso di sempre!

Foto credits: Thinkstock

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