Come lavare il carapace della tartaruga

lavare il carapace della tartaruga

Le tartarughe sono ormai da diverso tempo uscite dal lungo letargo invernale, e girano felici nei prati o nelle zone loro riservate. Le tartarughe di terra sono animali sostanzialmente autonomi, che necessitano di cibo ed acqua ma non di una particolare cura nella loro pulizia. Se proprio lo desiderate, potete pulire loro il carapace, ma solo una volta all’anno quando sono uscite già da tempo dal letargo e facendo bene attenzione a ciò che utilizzate. Spesso infatti viene consigliato di utilizzare del’olio di palma per la pulizia del carapace della tartaruga, ma in realtà tale comportamento è sbagliato: l’olio di palma infatti potrebbe alterare il corretto funzionamento della termoregolazione, inoltre non permette la corretta traspirazione del carapace, attira maggiormente il calore e può provocare lo sviluppo di funghi, batteri o parassiti.

Primavera, le tartarughe escono dal letargo

tartarughe escono dal letargo

La primavera è arrivata e con i primi tepori ecco che le tartarughe escono dal letargo: si tratta di un momento di particolare importanza e delicatezza per loro, che tornano alla vita quotidiana dopo mesi e mesi di sonno, riparate e protette dalla terra e dal suo calore. Ma come affrontare questo momento? Per prima cosa occorre avere pazienza: il risveglio delle tartarughe è lento e non bisogna assolutamente disturbarle fino a quando non saranno del tutto sveglie. Solitamente le tartarughe si risvegliano quando le temperature iniziano a superare i dieci gradi: in questi casi il loro metabolismo si riattiverà e questi animali non vedranno l’ora di esporsi al sole per prendere tutto il calore possibile, necessario per una perfetta rimessa in moto del loro organismo

Il letargo della tartaruga di terra

 letargo della tartaruga

Con l’avvicinarsi dell’autunno e di conseguenza anche dei primi freddi, è importante verificare che le tartarughe si preparino per affrontare il letargo. Si tratta di un periodo importantissimo per questi animali, tale da esercitare non solo una funzione fisica (proteggerle dal freddo) ma anche psicologica: il letargo infatti facilita la riproduzione e mantiene questi animali, oggi sempre più domestici, lontani da stress e da alcune malattie come l’ipotiroidismo. Se avete in casa con voi una tartaruga, prima dell’inverno ricordatevi di informarvi presso il vostro veterinario di fiducia, se si tratta di una specie che va o meno in letargo. Appurato ciò preparatela per affrontare l’inverno.

Tartarughe: domande frequenti e curiosità

Le tartarughe, animale domestico molto diffuso tra le famiglie italiane, sono affascinanti e ricche di mistero. Cerchiamo di rispondere in questo articolo ad alcune domande e curiosità su di loro. Ad esempio come si distingue il sesso delle tartarughe? Il sesso delle tartarughe più comuni, come ad esempio le Testudo e Geochelone per le terrestri o le Pseudemys, Chrysemys, Trachemis e Graptemys per le acquatiche, si distingue osservando la coda.

Infatti i maschi hanno una coda che è molto più lunga di quella della femmina: può infatti arrivare a quasi il doppio della lunghezza. Inoltre, per i soli generi acquatici, i maschi hanno anche le unghie delle zampe anteriori più lunghe. Un altro fattore, valido per tutti i generi, che non bisogna tralasciare è la concavità del piastrone, così è detta la parte inferiore del guscio: negli esemplari di sesso maschile è infatti concavo, mentre nelle femmine è piatta. Le caratteristiche sopra indicate si notano nelle tartarughe di una certa età, non in quelle ancora cucciole.

Tartarughe di terra: guida alla corretta alimentazione

Le testudo hermanni, tartarughe di terra, sono animali vegetariani che che necessitano di una dieta equilibrata, ricca di sali minerali, fibre e vitamine, ma povera di grassi e proteine animali. La dieta deve essere varia, formata principlamente di verdure, con un buon rapporto tra calcio e fosforo. Ad esempio sono ottimali il trifoglio, il tarassaco e la malva, ma saranno apprezzate anche insalata tipo invidia, cicoria e lattuga: cercate di non somministrare sempre la stossa pianta ma di variare, per quanto possibile, la sua dieta.

Oltre alla verdura, la vostra testuggine gradirà molto la frutta: ma attenzione, somministrate frutta in quantità inferiore rispetto alla verdura perchè potrebbero far nascere nell’animale dei parassiti intestinali! Frutta ben matura come cocomeri o albicocche, fragole, meloni o pesche, è ricca di zuccheri: non somministrate agrumi, i kiwi e la frutta acerba, che possono provocare diarrea.

I pomodori invece vanno somministrati solo in rare occasioni, massimo una volta la settimana in quanto trattatsi di verdura che limita l’assimilazione del calcio. Stesso discorso vale per molluschi, lombrichi e lumache: il guscio è ricco di calcio. Inutile ricordare di evitare di dare alla tartaruga frutta e vedura trattata con pesticidi: sarebbe dannosa per la sua salute, per cui dategli una lavata prima di somministrarla.

La tartaruga di terra, legislazione parte seconda

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Eccoci al secondo appuntamento con la legislazione relativa alla detenzione di una tartaruga da terra, specie che si ricorda è protetta nel Cities ed il cui possesso è regolato da regole precise. Oggi ci occuperemo del caso in cui tale animale venga ceduto o regalato da un proprietario ad un altro soggetto: in tal caso la legge ammette la cessione gratuita dell’animale ma la denuncia di cessione, con allegata copia della denuncia di nascita dell’esemplare che si sta cedendo, è da compilare in quattro copie (per il cedente, per il cessionario e due per il CITES), da depositare o far pervenire sempre al corpo forestale dello Stato sezione Cities regionale anche con raccomandata A/R. La circolare di riferimento è la 18 del 2003 ma al Cities sapranno di certo maggiori informazioni in merito.

Come già ribadito nello scorso appuntamento, per le testuggini con certificato è ammessa anche la vendita a terzi. E chi riceve in regalo una tartaruga cosa deve fare? In primo luogo accertarsi che il precedente proprietario avesse denunciato la testuggine, in tal caso basterà inviare al Corpo Forestale dello Stato la denuncia di cessione. Ma se l’animale non era stato denunciato dal precedente proprietario purtroppo la questione è seria in quanto non è possibile regolarizzare la propria situazione, occorrerà verificare lo stato dell’animale dalle autorità competenti.

Un ulteriore strumento che è stato introdotto dal 1992 è il registro delle detenzioni che deve essere assolutamente compilato ed aggiornato da tutti coloro che commercializzano testuggini: chi invece le detiene come animali da compagnia non è tenuto alla compilazione. Lo stesso dicasi per chi cede a titolo gratuito tali animali: ma in questo caso occorre fare riferimento al regolamento Cities della propria regione di appartenenza.

La tartaruga terrestre

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La tartaruga terrestre è chiamata anche tartaruga di Hermann o Testudo Hermanni: si tratta di un animale appartenente alla specie dei rettili, in particolare dell’ordine delle testuggini. Questo genere di tartaruga è diffusa soprattutto nel bacino del Mediterraneo e nell’Europa meridionale: il suo nome deriva dal medico naturalista Jean Hermann vissuto tra il settecento ed ottocento che per primo ha scoperto e catalogato tale rettile. Le dimensioni medie di tale animale vanno dai 13 centimetri dei maschi ai 22 centimetri delle femmine.

La colorazione caratteristica invece è giallo scuro con numerose macchie scure che si espandono sul dorso: una caratteristica delle testuggini inoltre è la colorazione gialla delle scaglie che si trovano sotto gli occhi. Si tratta di animali a sangue freddo, trascorrono le prime ore del giorno al sole per immagazzinare più calore possibile ed elevare la temperatura corporea: il sole è molto importante per le testuggini che permettono anche la sintesi della vitamina D che aiuta la digestione e il metabolismo. Tuttavia nel caso di temperature piuttosto alte, le tartarughe soffrono il calore e cercano riparo e refrigerio scavando delle buche nella terra.

Le testuggine in inverno vanno in letargo: prima di iniziare il lungo periodo di letargo gli animali smettono di alimentarsi e svuotano l’intestino, poi si interrano mediamente a 15 centimetri per circa 5 gradi di temperatura (temperature più alte o più basse potrebbero causare grossi danni agli animali). Il risveglio avviene circa in primavera nel mese di marzo quando le temperature iniziano a risalire. In questo periodo inizia anche il periodo dell’accoppiamento: il comportamento sessuale di questi animali è molto interessante e complesso.