Vai al contenuto
Home » Cani » In Salento, Pittbull ucciso e poi bruciato

In Salento, Pittbull ucciso e poi bruciato

Prima ancora di leggere la storia del povero Pittbull ucciso e poi dato alle fiamme, mi è bastato vedere questa foto per provare in una volta sola rabbia verso il genere umano, tanto buono quanto capace delle crudeltà più inaudite, e dolore immenso per questa creatura innocente.

Il cane è stato ritrovato abbandonato sul ciglio della strada come un rifiuto. Chi si è imbattuto in questa visione orribile non ha potuto fare a meno di raccontare il suo sconcerto sulle pagine di Facebook:

Non ho parole per esprimere tutto ciò che ho provato e continuo a provare in questo momento. Sconcerto, orrore, rabbia, tristezza, odio, odio e ancora odio verso il genere umano, verso colui o coloro che non hanno un cuore, un’anima, che si sentono forti, potenti sui più deboli e soprattuto sui poveri animali. Maledico te che hai fatto tutto questo, ti maledico e ti auguro di bruciare vivo all’inferno, di provare le sofferenze atroci che hai inflitto a questa povera creatura.

Come ricorda la ragazza, che fa parte dell’Arca di Pimpy, un’associazione che si occupa della tutela degli animali, il Salento non è soltanto mare pulito, coste meravigliose, pizzica e vacanze, ma come molte località del sud nasconde storie di maltrattamento e abbandono, di combattimenti clandestini e canili lager. Il cane, a cui la ragazza ha voluto dare il nome di Vita, come quella che così brutalmente le hanno tolto, sembra essere stato sbranato durante un combattimento e sparato alla guancia.

Come se questo non fosse già abbastanza, le hanno spezzato le zampe, come si può vedere dall’osso completamente rotto, e poi le hanno dato fuoco. L’appello della volontaria di far girare le immagini di questo povero Pittbull, affinché la gente sappia e il mondo dei combattimenti tra cani cessi di esistere, non poteva non essere ascoltato.

Non possiamo chiudere gli occhi e voltarci dall’altra parte fingendo che nulla sia successo, anche se è difficile. Denunciare i casi di maltrattamento è nostro dovere, sempre e comunque.

Photo Credit|Lucia Cavallo