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Proteo, anfibio misterioso

Cosa è il proteo? Scopriamo insieme come vive e quali sono le abitudini di questo anfibio per molti ancora misterioso.

Cosa è il Proteo

Parliamo di un animale che vive nelle grotte dei Balcani e il cui aspetto può ricordare quello di una piccola creatura fantastica. In realtà si tratta di un anfibio reale, strettamente imparentato con salamandre e tritoni. Il suo nome scientifico è Proteus anguinus ed è l’unica specie riconosciuta del genere Proteus.

Il proteo appartiene alla famiglia dei Proteidae e ha sviluppato caratteristiche eccezionali per vivere completamente al buio. Il corpo è lungo generalmente una ventina di centimetri, anche se alcuni esemplari possono essere più grandi. La pelle è chiara, quasi rosata, perché la scarsa luce delle grotte rende inutile una forte pigmentazione. Ai lati della testa sono visibili tre paia di branchie esterne, di colore rosso, che gli permettono di respirare sott’acqua.

Una delle sue caratteristiche più sorprendenti riguarda gli occhi. Il proteo nasce con occhi funzionanti, ma durante lo sviluppo questi diventano sempre più ridotti e ricoperti dalla pelle. Non ne ha praticamente bisogno: nelle grotte in cui vive l’oscurità è quasi totale. Al loro posto ha sviluppato altri sensi particolarmente raffinati, che gli consentono di orientarsi e individuare le prede.

Come vive e quali specie esistono

Il proteo trascorre praticamente tutta la sua vita in acqua. Si nutre soprattutto di piccoli animali acquatici, come crostacei e altri invertebrati. Il metabolismo è molto lento e può sopravvivere per lunghi periodi senza mangiare. Questa caratteristica è particolarmente utile in un ambiente dove il cibo può essere scarso e imprevedibile.

La sua distribuzione è molto particolare. Il proteo vive nelle acque sotterranee del sistema carsico dei Balcani, soprattutto nell’area compresa tra Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e alcune zone vicine. Esistono inoltre popolazioni distinte che presentano caratteristiche differenti.

Ed è proprio qui che nasce una delle questioni più interessanti legate alle “specie” di proteo. Formalmente, la specie riconosciuta è Proteus anguinus, ma gli studiosi distinguono diverse forme e popolazioni. Esse sono nove e tra queste c’è il cosiddetto proteo nero o Proteus anguinus parkelj, descritto come sottospecie e caratterizzato da una colorazione più scura e da alcune differenze morfologiche rispetto al proteo bianco, più comune.

Tra quelle recentemente presentate c’è anche la Proteus maurii, dedicata al naturalista Edgardo Mauri e descritta dai ricercatori Raoul Manenti e Benedetta Barzaghi dell’Università Statale di Milano.

Al netto del numero di specie ci troviamo davanti a un esempio straordinario di come l’evoluzione possa modellare un organismo per adattarlo a un ambiente estremo.