Pipistrelli, quando sono pericolosi? La tragica morte di un bambino di 11 anni, avvenuta dopo che un pipistrello gli si era posato sul viso durante una vacanza, ci impone di porci questa domanda.

I pipistrelli sono pericolosi?
In questo caso dobbiamo fare chiarezza tra realtà e leggende metropolitane. E ricordare che, sebbene gli episodi siano estremamente rari, il contatto diretto con un pipistrello non deve mai essere sottovalutato, soprattutto per il rischio di rabbia. Allo stesso tempo, è importante evitare allarmismi: i pipistrelli sono animali protetti e svolgono un ruolo essenziale negli ecosistemi.
Il principale pericolo per l’uomo è rappresentato dai lyssavirus, virus strettamente imparentati con quello della rabbia. Alcune specie di pipistrelli europei possono esserne portatrici senza manifestare sintomi evidenti. La trasmissione può avvenire attraverso un morso oppure, più raramente, se la saliva dell’animale entra in contatto con una ferita aperta o con le mucose di occhi, bocca e naso.
Il problema è che il morso di un pipistrello può essere quasi impercettibile, perché i suoi denti sono molto piccoli. Per questo motivo ogni contatto diretto con questi mammiferi deve essere valutato rapidamente da un medico, che stabilirà se è necessario iniziare la profilassi antirabbica.
La rabbia è una delle malattie infettive più letali conosciute. Una volta comparsi i sintomi, infatti, le possibilità di sopravvivenza sono praticamente nulle. La buona notizia è che il trattamento preventivo, se iniziato tempestivamente dopo l’esposizione, è altamente efficace nel bloccare l’infezione. È quindi fondamentale non aspettare la comparsa di disturbi e rivolgersi subito a un pronto soccorso dopo un morso, un graffio o un contatto sospetto con un pipistrello.
Attenzione ad alcuni virus

Negli ultimi anni i pipistrelli sono stati spesso associati anche ad altri virus, come alcuni coronavirus, il virus Nipah, il virus Hendra e il virus Marburg. Questa associazione ha alimentato timori diffusi, ma va interpretata correttamente. I pipistrelli rappresentano infatti un serbatoio naturale di numerosi microrganismi, ma il passaggio all’uomo è un evento raro e richiede generalmente condizioni particolari, spesso con il coinvolgimento di altre specie animali. Osservare un pipistrello in volo, trovarlo in giardino o averlo vicino non comporta un rischio di contagio.
Un altro aspetto da considerare riguarda il guano, cioè gli escrementi dei pipistrelli. Quando si accumula in grandi quantità in grotte, soffitte o edifici abbandonati, può favorire la proliferazione di alcuni funghi microscopici. Inalare le loro spore durante lavori di pulizia può provocare infezioni respiratorie, soprattutto nelle persone più fragili. Anche in questo caso il rischio è limitato e riguarda prevalentemente chi opera in ambienti molto contaminati senza adeguate protezioni.
Gli esperti invitano quindi alla prudenza, non alla paura. I pipistrelli non sono animali aggressivi e cercano normalmente di evitare il contatto con l’uomo.