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Gli animali domestici e la morte

Novembre è il mese dedicato alla commemorazione dei defunti. Quando si perde un amico a quattro zampe il dolore ed il senso di vuoto ci assalgono ed oggi esistono cimiteri consacrati agli animali, cimiteri misti, monili con dentro le ceneri di cani, gatti ed altri pets.

Un argomento triste, ahimè, e quale momento migliore di questo malinconico mese per parlarne? Come affrontano la morte i nostri piccoli amici? Qualche curiosità selezionata per voi! Forse non tutti sanno che gli animali muoiono con gli occhi aperti, proprio come noi umani: con la morte sopraggiunge anche la perdita del controllo dei muscoli.

A differenza di noi bipedi, gli animali nascondono la malattia. Si tratta di un meccanismo di difesa per evitare che i predatori approfittino di una situazione di evidente vulnerabilità.
Molti proprietari di animali pensano che quando l’animale sparisce per morire, si tratti di una morte serena, ma molte volte non è affatto così e l’animale soffre ore, o anche giorni, prima di andarsene.
Quando l’uomo muore, il senso della vista è il primo a sparire mentre l’udito è l’ultimo. Lo stesso si crede avvenga per cani e gatti.
Molti animali continueranno a respirare e ad avere movimenti muscolari dopo che il loro cuore si è fermato.

Il cane più anziano, o almeno quello più anziano documentabile, è un Australian Cattle-Dog di nome Bluey, di proprietà di Les Hall di Rochester, Victoria, in Australia. Bluey, nato nel 1910, ha lavorato con il bestiame e le pecore per quasi 20 anni.
E’ stato soppresso il 14 novembre 1939 alla veneranda età di 29 anni e 5 mesi.
Secondo il Guinness dei primati, il gatto più vecchio finora è stato Spike, un micio domestico a pelo lungo, morto nel 2001 a ben 31 anni! Spike risiedeva nel Dorset, in Inghilterra con il suo padrone, l’aromaterapista Mo Elkington. (Un altro gatto britannico è morto a 34 anni nel 1957, ma non è stato documentato dal libro dei Guinness.)

I cani non soffrono di infarto del miocardio (attacco di cuore), non come noi umani. Nei cani, il termine è usato per definire sia un collasso (più precisamente definito come sincope o perdita di coscienza) che per descrivere la morte improvvisa di un animale.
Gli esseri umani non sono l’unica specie che seppellisce i morti. Sia gli scimpanzé che gli elefanti hanno comportamenti simili, ad esempio gli scienziati hanno osservato i pachidermi sfiorare i teschi e le zanne di altri loro simili ancora molto tempo dopo la decomposizione.

I faraoni dell’antico Egitto credevano che gli animali e le persone condividessero l’aldilà, perciò gli animali da compagnia sono stati spesso mummificati e messi nelle tombe insieme ai loro proprietari.
Gli animali si ammalano di quasi tutte le patologie che affliggono gli esseri umani, tra cui il diabete, le malattie cardiache, le malattie polmonari ed i tumori.

Quando un animale domestico viene a mancare molte persone scelgono di seppellirli nelle vicinanze, nel cortile o in giardino. Anche se questo può essere di grande conforto, può anche andare contro la legge. In molte Paesi, le normative statali vietano infatti questa pratica. Informatevi se nella vostra zona è permesso prima di seppellire il vostro cane o il vostro gatto.

[Fonte: Petplace]