Malattie cardiache e animali domestici, uno sguardo al cuore dei nostri pets

di Paola P. 2

Malattie cardiache, un big killer per noi bipedi, tanto da essere oggetto di campagne di prevenzione su scala globale volte a migliorare la salute cardiovascolare della popolazione mondiale. E per quanto riguarda i nostri amici a quattro zampe? Cosa dobbiamo aspettarci?
A differenza delle persone, che spesso sviluppano malattie coronariche a causa delle placche ateriosclerotiche, cani e gatti in genere sviluppano altri tipi di disturbi del cuore.

Nei cani, le più comuni sono la cardiomiopatia e la malattia della valvola mitrale. La cardiomiopatia si verifica in genere nelle grandi razze come Doberman, Pinscher e Boxer. La malattia della valvola mitrale si verifica più spesso nella mezza età e nelle razze piccole. I Cavalier King Charles Spaniel sono particolarmente inclini a questa malattia, anche in tenera età. La maggior parte degli esemplari sviluppa, prima o poi nel corso della vita, la malattia.

Nei gatti, la cardiomiopatia è il disturbo cardiaco più riscontrato. Una forma della malattia, la cardiomiopatia dilatativa, è causata da un deficit di taurina e una volta era molto comune. Ora, grazie alla taurina che viene aggiunta negli alimenti del gatto, la condizione si verifica raramente ed è la cardiomiopatia ipertrofica la più comune forma di malattia cardiaca diagnosticata nei gatti.

Diagnosi.
Diagnosticare un disturbo cardiaco negli animali domestici è relativamente semplice. Il veterinario ausculterà il cuore del cane piuttosto che del gatto con uno stetoscopio, e se avvertirà un soffio al cuore o battito cardiaco irregolare, capirà che qualcosa non va. Con pochissime eccezioni, un soffio al cuore indica sempre una malattia cardiaca ed è opportuno non indugiare per evitare uno scompenso cardiaco e procedere con altri test per valutare la gravità del disturbo. Il veterinario effettuerà radiografie (raggi X), un elettrocardiogramma ed un ecocardiogramma.

In questa prima fase solitamente non vengono prescritti farmaci fin quando non si ha un quadro clinico più chiaro. Se il soffio rimane asintomatico, il veterinario può anche non prescrivere nulla fin quando non si sviluppa una malattia cardiaca grave o un’insufficienza. In tal caso tre sono i trattamenti impiegati: diuretici, ACE-inibitori e, nel caso di diagnosi tempestiva di lievi anomalie, integratori naturali come l’antiossidante Coenzima Q10, acidi grassi Omega 3, flavonoidi del biancospino, rimedi omeopatici. Chiedete consiglio al vostro veterinario.

[Fonte: Animal Wellness Magazine]

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