Jack Daniel, il gatto che vive in enoteca

La storia che vi raccontiamo oggi, cari lettori, ha per protagonista un bel gatto. Il suo nome è Jack Daniel, vive a Manhattan ed è un soriano. Il micio pare sia stato abbandonato dai precedenti proprietari all’interno di un condominio, ma per fortuna la sua vita ha preso una bella piega.

Cat lying down

 

Possedere cani o gatti riduce il rischio di ictus e infarti

Uno studio rivela come possedere cani o gatti riduca il rischio di ictus e infarti. Lo studio, condotto dalla National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) su un campione di 4mila persone adulte (over 50), ha dato risultati sorprendenti. Ancora una volta i nostri amici a quattro zampe si rivelano preziosi per la nostra salute.

cani o gatti

Video: Pickles il gatto gigante

gatto gigante

Pickles è un micio particolare, un gatto gigante! Abbandonato fin da cucciolo e messo in adozione dalla Massachusetts Society for the Prevention of Cruelty to Animals, venne notato e poi adottato da una coppia giovane e frizzante, Andrew Milicia e Emily Zarvos che lo portarono a casa con loro e se ne presero cura. Fin da subito i due si accorsero che Pickles era un micio veramente molto particolare, con un grandissimo appetito ed una stazza di tutto rispetto.

Come insegnare al gatto a non mordere

insegnare al gatto a non mordere

Il micio di casa certe volte tende ad essere aggressivo ed a volervi morsicare? Non va di certo bene, anche perchè non è affatto piacevole essere morsi dai dentini aguzzi di Micio, senza contare che il morso potrebbe essere anche il veicolo per il contagio di alcune infezioni batteriche. Per evitare tutto questo ed insegnare al gatto a non mordere, ecco alcuni consigli utili che speriamo possano essere di aiuto. Per prima cosa cercate di capire perchè il vostro gatto si comporta così: è spaventato? Agitato? Oppure potrebbe vivere un momento di stress, dovuto ad esempio a un cambiamento in casa, suoni forti e poco piacevoli, confusione: in questi casi cercate di aiutarlo a vivere in un ambiente il più possibile confortevole.

I gatti preferiscono le donne: lo dimostra uno studio

gatti donne

I gatti preferiscono il gentil sesso: uno studio pubblicato sulla rivista Behavioural Processes avrebbe confermato le preferenze dei felini nei confronti delle donne. Ma c’è di più, parrebbe che i mici mettano in atto dei veri e propri comportamenti seduttivi nei confronti delle loro beniamine, per attirarle e farsi coccolare. Questa bizzarra scoperta è stata fatta un team di ricercatori dell’Università di Vienna, coordinati da Manuela Wedl, i quali avrebbero appurato che i felini imiterebbero le tecniche utilizzate anche dai neonati per ingraziarsi le mamme.

Katy Perry, innamorata dei gatti

Continua, cari amici di Tutto Zampe, il viaggio alla scoperta degli animali domestici delle star di ieri e di oggi: in particolare oggi puntiamo l’attenzione su una cantante famosa, sebbene molto giovane, Katy Perry. La cantante, di origine inglese, ama molto gli animali, tanto da avere un coniglietto, chiamato Abracadabra e ben tre gatti, chiamati Morrissey, Kitty Purry and Krusty.

Gatti, coccolare il micio è un ottimo antistress

Quadretto idilliaco dopo una giornata stancante: divano, micio che fa le fusa sulle nostre ginocchia mentre lo accarezziamo dolcemente. Carezza dopo carezza è come se la tensione svanisse e la mente si svuotasse dalle preoccupazioni, concentrandosi solo sul calore che ci trasmette e diffonde anche nella nostra mente il corpo del gatto. Numerosi studi si sono interrogati negli anni sul potenziale potere calmante di un animale domestico e c’è una vasta letteratura scientifica sull’argomento. I gatti sono un antistress naturale nei periodi in cui si è particolarmente sotto pressione. Ad esempio, e vale anche per il cane, negli studenti che preparano un esame, avere accanto un pet, aiuta a stemperare la tensione ed a gestire meglio l’ansia.

Gatti parlanti, quando al micio non manca la parola

Gatti che parlano tra loro, con noi, da soli, con la preda. Allucinazioni sonore? Spesso a noi proprietari gattofili viene rimproverato, un po’ come a tutti quelli che possiedono un animale domestico, di attribuire caretteristiche umane agli animali e chi non possiede pets, diciamolo, ci dà del matto quando ci osserva intavolare un serrato botta e risposta con i nostri amici a quattro zampe. Diciamo pure che ai gatti non manca affatto la parola, nel senso che riescono a comunicare le loro esigenze, i loro bisogni fondamentali, quello che provano, tant’è che quando sono nervosi non è raro sentirli mugugnare qualcosa che somiglia ad un grrrr, uno miao più arrabbiato. Se per parlare, con il loro linguaggio ovviamente, intendiamo comunicare con noi, farsi capire con le diverse modulazioni della voce o con il corpo, beh, sì allora i gatti si fanno delle gran chiacchierate.

I gatti e i messaggi vocali

Se credete che gli animali non “parlino”, vi sbagliate di grosso. Loro comunicano con noi pure con un gran numero di “voci” diverse che solo un padrone attento e non per forza estremamente istruito sugli amici a quattro zampe sa riconoscere. A differenza di cani e cavalli, i mici possiedono il maggior numero di cambiamenti di tono che possono allertare le persone che li allevano. Studi del genere sono stati condotti nel tempo, tanto che una ventina di anni fa i veterinari e gli etologi hanno trovato almeno 16 tipi di versi differenti.

Fusa da Guinness dei Primati per Smokey

Fusa da Guinness dei Primati: torniamo a parlare di Smokey, la gattina candidata a quattrozampe più rumorosa del mondo. Dopo il gatto più lungo, il gatto più vecchio, il gatto più alto, dunque, è ora il turno di un record più strambo e decisamente più invasivo.

La sua padrona aveva fatto richiesta affinché venisse inserita nel libro dei record ed in questi giorni è arrivata la notizia che la micia si è conquistata il primato.

Per chi non conoscesse la sua storia, Smokey ronfa e fa le fusa a voce così alta che anche chi è nella stanza accanto dopo un po’ necessita di tappi per le orecchie e non riesce a dialogare con chi si trova a pochi centimetri di distanza senza bisogno di urlare.

Perché il gatto fa le fusa?

Se c’è qualcosa che più si avvicina al settimo cielo per noi gattofili è tenere in grembo il nostro amico a quattro zampe e coccolarlo mentre inizia a fare le fusa in un crescendo di beatitudine.
Una sensazione di appagamento che i mici condividono con noi e che è dimostrato rappresenti un ottimo antistress per noi proprietari. Il corpo del gatto caldo e rilassato ci trasmette una sensazione di quiete ed ha un effetto calmante dopo una giornata stressante, per trasmetterci calore e amore.

Ma perché il gatto fa le fusa? E che cosa produce questo suono caratteristico?
Secondo il veterinario Bruce Fogle, autore di The Cat’s Mind, la funzione originaria delle fusa era quella di consentire al gattino di comunicare con mamma gatta un messaggio rassicurante: va tutto ok. Un gattino è già in grado di fare le fusa entro il secondo giorno di vita.

Ci sono molte teorie per spiegare come vengono generate le fusa, a livello acustico. Uno studio ha determinato che le fusa comportano l’attivazione dei nervi all’interno delle corde vocali.

Le fusa? Un vero antistress!

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Le fusa del gatto come antistress? Beh, pare proprio che sia così! Un veterinario francese è convinto della capacità terapeutica del gatto mentre fa le fusa, tanto che ha realizzato una serie di cd con tanto di fusa e suoni del gatto registrato che vende in rete per far si che la gente possa ritrovare la tranquillità. Jean-Yves Gauchet è convinto che i suoni bassi, profondi e misteriosi dei mici abbiano un effetto calmante sulle persone, un vero e proprio infuso rilassante.

Il tutto è iniziato qualche tempo fa quando nel suo studio veterinario a Tolosa in Francia, è giunto un gatto in punto di morte: il gatto produceva le fusa per attenuare, per sopportare il dolore. Da qui lo studio del medico per scoprire che le fusa possono essere una reazione disperata dell’organismo per resistere alla malattia. Il confronto con alcuni specialisti del suono è stato determinante: il medico a quel punto ha deciso di portare in una sala di incisione il proprio gatto Rouky e di registrarlo mentre, accarezzato e coccolato, emetteva le fusa.

Se si analizza lo spettro sonoro di un gatto che fa le fusa si scoprono tonalità molto gravi, da 25 a50 hertz di frequenza: tonalità basse, ma che sono molto ben conosciute dai compositori di musica in quanto permettono di provocare delle emozioni.

Interpretare il linguaggio del gatto, il felinese

interpretare-miagolìo-gattoUn po’ come il pianto per i bambini, miagolare è per i gatti uno dei pochi modi per comunicare con noi, farci delle richieste, o anche semplicemente richiamare la nostra attenzione per un qualsivoglia motivo, e talvolta anche senza una ragione specifica. Dico questo perchè non sempre, quando miagola, il gatto ha fame o vuole le coccole. A volte è solo un modo per manifestare la sua presenza, per dire: ecco, ci sono.
Il linguaggio del gatto non è ovviamente fatto solo di miagolii, bensì comprende una vasta gamma di segnali, dalla posizione dell’orecchio, alla coda, alla postura complessiva, senza dimenticare le da noi tanto amate fusa. Interpretare il felinese non sempre è cosa facile per noi umani. Ci viene in aiuto il veterinario Marty Becker, autore insieme a Gina Spadafori del libro The ultimate cat lover, nel quale è svelato il segreto per una perfetta (o quasi) comunicazione tra noi ed il nostro gatto. In linea generale, secondo i consigli dell’esperta:

…se si vuole veramente interpretare il codice di comunicazione felina, bisogna prima ascoltare il tipo di miagolìo, poi osservare il linguaggio del corpo, e successivamente collegare questi segnali ad un qualche evento che si sta verificando.