Gatti parlanti, quando al micio non manca la parola

di Paola P. 1

Gatti che parlano tra loro, con noi, da soli, con la preda. Allucinazioni sonore? Spesso a noi proprietari gattofili viene rimproverato, un po’ come a tutti quelli che possiedono un animale domestico, di attribuire caretteristiche umane agli animali e chi non possiede pets, diciamolo, ci dà del matto quando ci osserva intavolare un serrato botta e risposta con i nostri amici a quattro zampe. Diciamo pure che ai gatti non manca affatto la parola, nel senso che riescono a comunicare le loro esigenze, i loro bisogni fondamentali, quello che provano, tant’è che quando sono nervosi non è raro sentirli mugugnare qualcosa che somiglia ad un grrrr, uno miao più arrabbiato. Se per parlare, con il loro linguaggio ovviamente, intendiamo comunicare con noi, farsi capire con le diverse modulazioni della voce o con il corpo, beh, sì allora i gatti si fanno delle gran chiacchierate.

Ad ogni suono emesso corrisponde uno stato d’animo ed una situazione particolare. Vediamone insieme alcuni tra i principali e se ne avete altri, scriveteci pure nei commenti o sulla fan page. Uno miagolìo acuto saluta generalmente il ritorno a casa, un tono sorpreso di rivederci, a volte leggermente irritato per la lunga assenza. C’è poi un suono gutturale, quasi come un gorgoglìo che possiamo ascoltare quando il gatto caccia oppure chiama per condividere la preda i micini o il compagno di giochi. Un suono inconfondibile e curioso, saprete sicuramente di cosa parlo se avete un gatto in casa.

Poi c’è il ringhio del gatto, un segnale di avvertimento, disapprovazione, rabbia e nervosismo che indica che sta per attaccare, accompagnato da movimenti repentini e agitati della coda, dalla schiena irta e dal pelo arruffato. Inoltre il gatto indietreggia quasi come a prendere la rincorsa per poi lanciarsi nella zuffa. Il gatto soffia e sibila come un serpente a volte, soprattutto quando si sente minacciato. Infine, ci sono le caratteristiche fusa, quando mangia, quando è in vena di coccole o anche mentre sonnecchia soporiferamente, e queste non hanno bisogno di presentazione. Così come il verso per eccellenza del gatto, il miagolio che varia di tonalità e significato in base al contesto ed a quello che vuole comunicare il micio. Può voler dire un saluto, che ha fame, che vuole gli si apra la porta o più semplicemente attenzioni. Di quelle non è mai sazio!

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