
La parola anemia deriva dal greco e significa “senza sangue” ed è una malattia che colpisce sia gli uomini che gli animali. Nel gatto, l’anemia può diventare un problema molto serio, soprattutto se non è riconosciuta in tempo; in particolare nei gatti anziani che passano gran parte della loro giornata a dormire, infatti il primo sintomo dell’anemia è l’affaticamento, e spesso diventa difficile riconoscerlo tra il normale poltrire del micio.
Non a caso, infatti, i gatti che vengono portati dal veterinario presentano sintomi più visibili come vomito o inappetenza prolungata, piuttosto che l’affaticamento. Il problema è che quando il veterinario effettua le analisi del sangue al micio, esso presenta già condizioni critiche e un numero di globuli rossi molto basso; diverso è il discorso per un gatto giovane, nel quale l’affaticamento non può passare inosservato.
E’ fatta: il cucciolo a quattro zampe è appena entrato nelle nostre vite, con la sua carica di allegria, il relativo caos nelle nostre case, e gioie e dolori che questa nuova responsabilità di un’altra esistenza comporta. Ebbene, come chiamare il batuffolo di pelo dagli occhioni dolci che ci ha appena sconvolto come un uragano la routine quotidiana? Molte volte ci facciamo ispirare dai suoi lineamenti, dal suo carattere o anche da simpatici episodi che lo vedono protagonista. Non nego che, ripensandoci, i nomi dei miei cani non erano poi così originali e che lasciandomi trasportare dall’euforia del nuovo arrivo gli ho affibbiato anche nomignoli (e anche cognomi, laddove una sola parola non bastava ad esprimere tutto ciò che era quel cane) alquanto buffi.
Stanchi delle feste oppure tristi per la loro imminente fine, a qualunque di queste due categorie voi apparteniate, non ci si potrà sottrarre all’ennesimo giorno rosso sul calendario, che coincide con l’Epifania, ricorrenza che sancisce, ogni anno, la chiusura della parentesi natalizia e la ripresa delle normali attività lavorative e scolastiche.