I gatti contro la peste

di Redazione Commenta

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Fin dall’antichità si narra dell’inimicizia che regna tra i gatti ed i topi: favole, canzoni, film, cartoni animati tutto presuppone che tra le due specie non vi possa essere amicizia. L’origine di tale rivalità risale fin dai tempi egizi, quando i gatti erano addomesticati proprio per difendere le città dai roditori: ai tempi dei faraoni infatti il grano era una delle più gradi risorse, da proteggere all’interno di immensi granai. I gatti selvatici venivano allora allevati e si insegnava loro a tenere lontani i topi dalle riserve alimentari invernali.

Dell’importanza dei gatti per la nostra società si è occupato perfino un professore universitario americano, Donald Engels, autore del saggio Storia del gatto: secondo Engels infatti il gatto ha salvato la specie umana da moltissime malattie trasmesse dai roditori. Il felino, uccidendo i topi, ha impedito il propagare di malattie pericolose e mortali: tale beneficio tuttavia è terminato nel Medioevo, periodo buio in cui i gatti venivano considerati animali diabolici e vennero sterminati a migliaia.

Venendo meno i gatti, i topi poterono aumentare considerevolmente di numero, e portare pandemie, pesti e quanto altro, ce costò la vita a milioni di esseri umani in tuta Europa. La peste propagò in Europa per oltre cinque anni ma nessuno pensò di accudire i gatti, per eliminare i roditori appestati: le credenze religiose presero il sopravvento ed i gatti non poterono aiutare la specie umana.

Nelle civiltà classiche, greche e romane invece i gatti erano accuditi e cercati, quali animali domestici indispensabili per il corretto andamento della casa e veicoli preferenziali contro le epidemie: basti pensare come in quei secoli, nonostante l’arretratezza e le scarse condizioni igieniche, non vi furono pesti o propagarsi di infezioni mortali.

In conclusione, i gatti sono stati essenziali per la nostra civiltà, cooperando con l’uomo contro uno dei veicoli principali di infezioni mortali, i topi. E chi lo sa, se magari nel Medioevo il felino fosse stato maggiormente rispettato, ci sarebbero state anche meno morti dovute alla peste bubbonica e meno topi portatori di peste.

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