Quello che i cani non dicono

di Claudia 1

cani linguaggioGesti, scatti, movimenti precisi, rituali, giochi. I cani non posseggono il dono della parola e noi non possiamo interpretare i segnali che ci lanciano quotidianamente paragonando il loro comportamento a quello umano. Quello che possiamo e dobbiamo fare è capire il loro modo di esprimersi, educarli fin dove e possibile e imparare a comunicare con loro nel migliore dei modi.

Le orecchie e la coda sono incredibilmente indicativi: le orecchie basse indicano preoccupazione e paura; dritte, attenzione; portate in avanti, allarme; la coda ferma denota inquietudine; sollevata e in movimento, sicurezza e gioia; bassa, insicurezza; tra le zampe, paura. Altro segnale chiarissimo, conosciuto da tutti e che non ci lascia molti dubbi sulla sua interpretazione è quello dell’intimidazione: labbra sollevate e ringhio.

Altri comportamenti da interpretare possono essere: il cane che porge la zampa, se non lo fa perchè segue un insegnamento indica un atteggiamento insicuro e immaturo. Il cane che si sdraia sul dorso invece è passivo e si arrende a un’autorità superiore che in quel caso trova davanti a sè. Questo tipo di comportamento è tipico dei cani lupo ad esempio, che hanno nel loro DNA la vita di branco e che quindi si sottomettono, anche al padrone, riconoscendo la gerarchia e individuando in lui la figura del capo branco.

Anche la difesa del territorio è un comportamento istintivo e che caratterizza tutte le specie canine. Gli animali selvaggi delimitano il loro territorio grattandosi sugli alberi, graffiandone la corteccia e lasciando i loro escrementi in punti strategici. I lupi marcano il territorio delimitandolo con l’urina, e questo è il comportamento che il cane ha assimilato e che ripropone quotidianamente in ambito cittadino. Quando i cani vengono portati fuori per la loro passeggiata assolvono una naturale funziona fisiologica ma lasciano anche il loro segno nel quartiere in cui vivono. Spesso urinano negli stessi posti, in questo modo avvertono i loro simili. Quello delimitato è il territorio da difendere, così come lo è la casa, territorio del padrone, in cui loro si sono inseriti e vivono la loro vita quotidiana. Il territorio spiega anche alcuni meccanismi da non sottovalutare. Ad esempio se un cane è legato a una catena sarà meglio non entrare nello spazio di terreno fino a cui lui può arrivare, si scatenerà la sua rabbia.

Avete sicuramente tutti fatto caso che i cani quasi sempre, prima di accucciarsi per dormire, fanno alcuni giri su se stessi. Anche quello è un rituale, che risale ai lupi e ai cani selvatici, che giravano su se stessi sia per sistemarsi le foglie e per crearsi un posto comodo in cui riposare, che per delimitare e fare in modo che gli altri simili riconoscessero il loro posto.

Fondamentalmente i cani hanno due tipi di comportamento, quello ereditato geneticamente dalla specie e quello acquisito durante la vita sociale. Uno dei comportamenti istintivi è ad esempio quello di nascondere l’osso, sistemare una scorta di cibo in un posto segreto, nel caso in cui ce ne fosse bisogno. I comportamenti acquisiti sono quelli di apprendimento, se un cane passando in un dato posto viene aggredito, sgridato o se incontra sul suo cammino degli ostacoli, che lo spaventano o da cui deve difendersi, allora nel percorso successivo non ripeterà la stessa strada, ricordando i pericoli incontrati.

Anche il gioco fa parte dell’istinto, così come l’aggressività, utilizzata spesso per difendersi, o la caccia, ma tutti questi atteggiamenti vengono inseriti e modificati all’interno della vita sociale. I cani, attraverso la loro intelligenza, si integrano perfettamente con l’uomo, imparano a capire il padrone, le sue abitudini e il suo modo di viviere, così come noi impariamo a conoscere i nostri cani, i loro gesti, le peculiarità della razza e tutti quei comportamenti che lo rendono speciale, che siano essi caratteristici del suo essere cane o che siano proprio specifici del carattere del “nostro” amico a quattro zampe.

[photo courtesy of scoot75]

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