Ha vissuto un pezzo di storia il cane soldato che è entrato nel covo di Osama Bin Laden, ad Abbottabad, in Pakistan, il 2 maggio scorso. Un pezzo del commando, a quattro zampe, il cui nome e razza resteranno sconosciuti, proprio come l’identità degli altri elementi, umani, che hanno preso parte al blitz che sta facendo discutere il mondo intero per l’alone di mistero che circonda gli ultimi minuti della vita del numero uno di Al Qaeda.
Il New York Times celebra questo soldato alla stregua degli altri eroi della lotta al terrorismo titolando Un cacciatore a quattro zampe. L’identità del cane dei Navy Seals resterà chiusa da uno stretto riserbo come del resto tutta l’operazione che ha portato alla morte di Bin Laden. Di lui si sa soltanto che potrebbe trattarsi di un pastore tedesco o di un belgian malinois.
Anche il suo ruolo nella missione, come quello dei tanti cani soldato presenti a fianco dell’esercito nei focolai di guerra accesi nel mondo, è noto. Il cane doveva probabilmente verificare che non vi fossero esplosivi interrati nel covo o trappole sempre esplosive appese alle porte o alle maniglie.
Aiutiamo gli animali che subiscono maltrattamenti! Ecco come muoversi correttamente nel caso si vogliano difendere dei poveri animali trattati in maniera barbara.
La Feder F.I.D.A. – Federazione Italiana Diritti Animali – è una ONLUS la cui missione è far rispettare i diritti degli animali. Ha stilato vari vademecum che spiegano come comportarsi in varie situazioni, iniziamo con il primo che spiega come comportarsi in caso venga trovato un cane abbandonato per la strada, quali sono gli iter da seguire e le leggi da far rispettare.
