
Non amo zoo, delfinari, circhi, in generale nessuna gabbia, per quanto spaziosa e dorata, in cui mettiamo in bella mostra gli animali arrogandoci il diritto di dire che sono felici, che almeno non devono preoccuparsi dei predatori come avverrebbe allo stato brado e simili (in effetti anche noi, se ci rinchiudessimo in casa, non dovremmo preoccuparci di finire investiti da un’auto!).
Queste sono le cose che ci raccontiamo per sentirci meno in colpa, in realtà sottraiamo la libertà agli animali selvatici per esporli in queste teche viventi a documentare la loro esistenza, per vedere come son fatti da vicino, dimenticandoci che la parte più importante della loro natura gliel’abbiamo sottratta e quello che osserviamo altro non è che il vago ricordo di un leone, di un orso, di un puma.
Gli episodi di aggressione avvenuti di recente da parte di orche in cattività o ancora il decesso prematuro dell’orso Knut allo zoo di Berlino, morto di solitudine, testimoniano che privare questi animali della loro anima selvatica e del loro habitat è controproducente oltre che crudele.
Cani e gatti: gli animali domestici per eccellenza, certamente quelli più diffusi nelle nostre case. Negli ultimi anni si sta assistendo però ad un vertiginoso aumento dei pets non convenzionali: furetti, rettili, anfibi, conigli, uccelli, pesci.
Ieri sulle pagine di Tuttozampe ci siamo occupati della prevenzione delle malattie infettive nel cavallo, raccogliendo i consigli del dottor Andrea Brignolo su The Paddock su quelle che sono le vaccinazioni indispensabili ad evitare malattie come il tetano, la poliartrite, l’influenza degli equini e la rinopolmonite causata dall’Herpesvirus respiratorio.