Animalisti vs nuovo Governo: i rischi per la tutela degli animali

di cinzia iannaccio 1

La crisi economica si fa sentire e ciò che circola incessantemente riguardo agli animali non sembra portare a nulla di buono. E’ per questo che le associazioni animaliste sono già scese in campo, chi, con la proposta di un tavolo di lavoro, chi invece con la minaccia di una “marcia su Roma” a 6 zampe. La situazione è quella che prevede tagli su ogni fronte e considerate già le inique risorse economiche destinate alla cura e tutela degli animali, non c’è proprio da star tranquilli. Ad ore dovrebbe essere nominato un sottosegretario alla salute che si occupi del benessere degli animali (oggi o al massimo lunedì). Speriamo che si tratti di un tecnico esperto in economia ma anche coscenzioso. Ecco i nodi da sbrigliare, i rischi concreti e le posizioni degli ambientalisti che si trverà di fronte:

L’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) ha già inviato una lettera al nuovo Ministro della Salute Renato Balduzzi, affinché non si realizzi ciò che si paventa in queste ore ovvero l’aumento dell’IVA di ulteriori due o tre punti riguardo tutti i prodotti ed accessori ad uso animale (domestici e non) e sulle prestazioni del veterinario. Sembra previsto anche il ripristino della tassa sul possesso degli animali, in quanto considerati un bene di lusso! Iniziative di questo tipo, metterebbero in ginocchio tutte quelle persone che amorevolmente curano i propri animali e spesso si dedicano ad azioni di volontariato, occupandosi anche dei randagi (cani o gatti) non adeguatamente supportati dalle istituzioni. Il che ne andrebbe anche ad aumentare i numeri. Altri tagli su queste spese non sono accettabili, ed i costi non possono essere accollati a chi gli animali già li cura.

Piuttosto, propone correttamente l’AIDAA, è ora di far pagare multe salate a chi non rispetta le leggi contro i maltrattamenti degli animali, o non raccoglie le deiezioni canine. In più sottolinea l’ introduzione del fondo europeo per le sterilizzazioni, e l’introduzione dei farmaci veterinari generici che farebbero risparmiare oltre il 60% sul prezzo oggi pagato, anche dalle istituzioni pubbliche per curare gli animali nei canili e nei gattili pubblici. Tutto ciò (insieme a tagli su “consulenze” inutili) permetterebbe di ottenere i fondi necessari per la cura degli animali nel prossimo triennio, senza pesare sui possessori e continuando a tutelare gli amici a quattrozampe e tutti gli altri pets presenti in Italia.

Enpa, LAV, Legambiente, Lega nazionale difesa del cane, Lipu e Wwf invece hanno costituito un Tavolo di confronto e di iniziativa comune che ha già elaborato proposte per il nuovo Governo, atte a recuperare i fondi necessari per rispondere anche agli obblighi previsti da convenzioni internazionali, regolamenti comunitari e leggi italiane, che esistono benché finora spesso disattese, sulla tutela di tutti gli animali. Gli esempi?

Le associazioni ed i volontari finora si sono fatti carico degli animali al posto delle istituzioni, è ora di cambiare rotta e non di appesantire ulteriormente l’onere: gli animali sequetrati, perché maltrattati o detenuti e trasportati illegalmente, vanno curati con i fondi che devono nascere da sanzioni concrete verso chi commette il reato; assolutamente va scongiurata la vendita all’asta di questi animali, che rischierebbero di finire nuovamente in mani criminali. Occorre adeguare (e non tagliare) i finanziamenti a chi si occupa di animali. Che ne pensate? Dobbiamo sperare in bene?

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