Il Regno Unito incentiva la vivisezione in Europa

di Redazione 1

vivisezioneBrutte notizie dal Regno Unito dove il recepimento della Direttiva Europea sulla vivisezione sta per essere approvata, nulla di buono secondo associazioni animaliste inglesi.

La notizia è stata diramata dalla Lega Antivivisezionista, che, tramite comunicato, fa presente come il governo inglese ha intenzione di applicare alla lettera il testo che è stato approvato a Strasburgo nel mese di Settembre”.

Per chi non conoscesse la direttiva prevede un ritorno agli orrori del passato. La LEAL spiega che il testo verrebbe elaborato dal Ministero dell’Interno inglese senza la possibilità di una democratica opposizione creando un pericolo enorme per il maltrattamento “legalizzato” degli animali per scopi di ricerca senza tenere conto delle teorie secondo cui i test sugli animali hanno il valore di un testa o croce fatto con una monetina.

Le associazioni inglesi chiedono al Governo il divieto di intervenire senza anestesia, vietare l’uso di animali selvatici e di quelli randagi e altri punti tra i quali il rispetto di rigidi protocolli per non trasformare la vivisezione in un business.

Dall’Inghilterra potrebbe scaturirsi un effetto domino disastroso, che potrebbe vanificare gli sforzi degli animalisti e aprire una corsa alla vivisezione negli altri 26 paesi dell’Unione Europea.

I parlamentari europei si sono giustificati riguardo il voto positivo alla normativa al fine di salvaguardare le industrie di settore sul territorio. Infatti le “industrie” avevano minacciato di trasferirsi oltre i confini europei, così i parlamentari hanno pensato di aiutare la vivisezione in Europa.

La LEAL ricorda le parole del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ovvero “il recepimento della Direttiva sarà un’occasione per rafforzare le misure di tutela degli animali e dare un impulso alle tecniche alternative”.

Si prospettano brutti tempi per gli animalisti, anziché garantire il benessere agli animali si pensa solamente ad un danno economico, senza pensare a tutte quelle fabbriche come Green Hill che hanno fatto della morte un commercio redditizio.

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Commenti (1)

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