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Come trasformare un gatto randagio in un animale domestico

 
Paola P.
12 giugno 2010
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gatto randagioSe vi siete decisi ad adottare un gatto randagio che da tempo gira nel cortile del vostro condominio o viene a mangiare nel vostro giardino, il primo passo da fare è conquistarne la fiducia. Ci vorrà del tempo e tanta pazienza.
I gatti abbandonati che hanno già avuto a che fare con delle persone saranno più disponibili a fare amicizia e la transizione da randagio a domestico sarà più semplice.

Vale la regola del prendetelo per la gola. Il gatto tornerà se trova da mangiare e capirà in fretta che siete voi ad offrirgli il pasto. Dopo un po’ diventerà un frequentatore abituale del vostro portico. A quel punto potrete avvicinarvi con cautela e gradualmente e pensare a costruirgli un rifugio all’esterno di casa vostra in modo che sia invogliato a restare.

Se decidete di adottarlo, il gatto deve essere sterilizzato in fretta per evitare cucciolate indesiderate e nel caso di un gatto maschio, per scoraggiarlo a partecipare a rumorose battaglie notturne sotto la finestra della vostra camera, disturbando il vicinato e attirandovi lamentele dei condomini. Inoltre questo servirà ad evitare che marchi il territorio con i suoi pungenti spruzzi da maschio dominante.

Prima di fare qualsiasi altra cosa, effettuate una piccola indagine per verificare che il gatto non appartenga a qualche vicino di casa. Accertato che il gatto non ha proprietari, scegliete un veterinario affidabile e avvisatelo telefonicamente che dovrà trattare con un paziente molto difficile, non avvezzo alle visite.
Per permettergli l’ingresso in casa, le vaccinazioni sono fondamentali: in particolare contro la rabbia per proteggere la salute del vicinato e della vostra famiglia e degli altri eventuali animali domestici. I gatti domestici devono essere protetti dalla possibile trasmissione di malattie virali mortali, come il virus della leucemia felina (FeLV). Ci sono esami del sangue per individuare la presenza di questi virus nei gatti apparentemente sani, e le vaccinazioni forniscono un certo livello di protezione per la FeLV. Non vi è invece alcuna vaccinazione per il virus dell’immunodeficienza felina, chiamato anche Aids felino.

Per trasportalo dal veterinario utilizzate un trasportino. Per convincerlo ad entrare, un paio di settimane prima della visita, mettete la ciotola con il cibo nel trasportino. In tal modo il gatto si abituerà ad entrarci e a considerarlo un posto sicuro associando ricordi positivi. Dopo il via libera del veterinario, il gatto può essere finalmente accolto in casa senza problemi e rischi.

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