Graffio del gatto e rischio rabbia

Richiesta di consulto veterinario su Graffio del gatto e rischio rabbia
Buonasera dottori, vi ringrazio in anticipo. Questa sera mentre passeggiavo con il mio cane, un gatto randagio le ha procurato un graffio sul naso. Io ho lavato il graffio con fisiologica e poi betadine, ma sono molto preoccupata in quanto il cane non ha la copertura antirabbica. Il veterinario, a cui ho subito scritto, dice di non preoccuparmi perché la rabba è scomparsa (abito a Torino) ma io sono molto preoccupata.”

Graffio del gatto e rischio rabbia

A Venezia cani stranieri ammessi solo con il passaporto

Il comune di Venezia ha emanato un nuovo regolamento in materia di animali da affezione, con obbligo di passaporto e iscrizione anagrafe canina per i cani stranieri: scatta l’obbligo per chi detiene animali da compagnia provenienti da paesi esteri, di essere iscritti all’anagrafe canina dello Stato di provenienza e di essere muniti di passaporto europeo o equivalente per gli Stati non comunitari.

cani stranieri

Gatto ai domiciliari: succede a Reggio Emilia

domiciliari

A Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, un gatto è stato messo agli arresti domiciliari: non si tratta di uno scherzo nè di una bufala, ma del provvedimento emesso dall’autorità competente, ovvero il Sindaco del comune reggino. Il condannato all’esilio forzato in casa è un gatto accusato di essere troppo violento, e di aver aggredito in particolare una vicina di casa della sua proprietaria.

Vaccino anti rabbia: obbligatorio nel Bellunese

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Nella provincia di Belluno resta obbligatorio il vaccino anti rabbia per gli animali domestici e da reddito: lo hanno stabilito l’istituto zooprofilattico e la Regione dopo i recenti casi verificati nella zona di Pedavena. Dopo l’allarme del 2008 col primo caso di rabbia, la guardia resta ancora alta in tutta la provincia e l’emergenza non è ancora stata dichiarata passata: il responsabile del servizio veterinario dell’Usl n. 1, Gianluigi Zanola specifica a riguardo che

La rabbia nei cani: vaccino e cura

La rabbia è una malattia virale, provocata cioè da un virus che può attaccare indifferentemente gli animali domestici e selvatici, quanto l’essere umano. E’ cioè una zoonosi. Esiste un vaccino che è consigliato a tutte le categorie professionali a rischio (medico veterinario, guardia forestale, volontari nei canili, ecc), o in coloro che sono stati aggrediti da un animale considerato a rischio. Questo per noi animali umani, ma per i cani? I nostri fedeli amici, hanno la maggiore incidenza di infezione di rabbia nei nuclei urbani (la volpe nelle aree silvestri) ed anche per loro la vaccinazione è importante.

Cos’è la rabbia? Ecco le cause, le modalità del contagio ed i sintomi negli animali

La “rabbia” è una zoonosi, ovvero una malattia infettiva (o infezione) che può essere trasmessa tra animali (vertebrati) ed esseri umani, in condizioni normali, quotidiane. Basta il contatto con la saliva dell’animale malato, sia esso domestico che selvatico: il contagio può dunque avvenire attraverso un morso, ferite, graffi, ecc. Attualmente il cane (per ciò che riguarda il ciclo definito urbano della malattia) e la volpe (per il ciclo selvatico-silvestre), sono gli animali maggiormente colpiti dalla rabbia. Tale zoonosi, trasmessa da un virus, è probabilmente tra le patologie più antiche di cui si ha traccia documentata.

La rabbia, una zoonosi da eradicare con la vaccinazione dei cani (e non solo)

L’OIE (Organizzazione Mondiale della Sanità Animale) dice basta alla rabbia, una zoonosi (ovvero una malattia che si trasmette anche agli esseri umani) che ancora non è stata del tutto debellata, neppure nel nostro Paese. Lo fa partecipando alla Conferenza mondiale per il Controllo della Rabbia in corso in questi giorni a Seoul,  in Korea. Questa malattia, tra le più antiche che si conoscano, uccide ogni anno 50.000 persone, soprattutto bambini. La prevenzione e dunque in primis la vaccinazione, è la principale arma a disposizione.

Le vaccinazioni da fare al cane prima di partire per le vacanze

E’ importante seguire il calendario delle vaccinazioni dei cani. E’ fondamentale se si vuole fare una vacanza all’estero con il proprio amico a quattro zampe. Alcuni luoghi infatti hanno norme molto restrittive al riguardo e si rischia di ritrovarsi il proprio compagno di viaggio in quarantena, per tutto il periodo feriale. Pessima ipotesi non trovate? Allora, esattamente come va fatto per noi animali bipedi, anche per gli amici a quattro zampe vanno valutate preventivamente le norme sanitarie del Paese di destinazione.

Cuccioli ricevuti in regalo, dopo le feste è tempo di vaccinazioni

Se avete ricevuto un cucciolo per Natale, non dimenticate che dovete fargli un importante regalo proprio a feste finite: vaccinarlo. I cani a 4-5 mesi di età hanno bisogno di protezione contro molte malattie infettive.
Se il cucciolo che avete ricevuto è più grande, informatevi se queste vaccinazioni non siano già state effettuate.

Tra le vaccinazioni più comuni ed importanti figura quella contro il parvovirus, una malattia molto contagiosa che provoca vomito, diarrea e mette in pericolo la vita dell’animale.
E’ una delle più gravi malattie contagiose per i cuccioli, che sopprime il sistema immunitario e può essere fatale anche se trattata. Rottweiler, Dobermann Pinscher e Pit Bull sembrano essere più sensibili di altre razze.

Discutete con il vostro veterinario su quali siano le vaccinazioni di cui necessita il vostro cucciolo, anche in base alle malattie e ai parassiti diffusi  nella vostra area di residenza.

Tre casi di rabbia silvestre in Alto Adige

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Tre volpi sarebbero risultate positive alla rabbia silvestre in Alto Adige, secondo quanto riferisce il Centro di referenza di Padova. Nello specifico, due sono state trovate senza vita nel territorio comunale di Dobbiaco e Badia e l’altra è stata abbatutta sempre in quest’ultima area. Ovviamente, senza inutili allarmismi, sono subito scattati i controlli e i divieti a portare lontano dai centri abitati e nei comuni coinvolti dal caso o adiacenti ad essi, vaccinazioni per i gatti, tenuti sotto stretta sorveglianza.

La rabbia torna in Italia

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C’è grande preoccupazione tra i veterinari italiani per il ritorno di una malattia che si considerava debellata: la rabbia. Molti casi di rabbia si sono verificati soprattutto nelle regioni del Nord Est, dopo ben 15 anni che casi simili non si manifestavano. Per sensibilizzare i professionisti del settore e la popolazione su tale problematica è stata indetta una giornata studio intitolata Che rabbia, attualità e prospettive.

Lo studio è stato organizzato dalla Società italiana di medicina veterinaria preventiva (Simevep), con il patrocinio dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e della Facoltà di veterinaria dell’università di Bologna ed è in programma al Centro ricerche marine di Cesenatico per questo 12 marzo. La nuova rabbia si preannuncia come una malattia diversa dai ceppi precedentemente studiati, con tempi di diffusione sconosciuti e pericolosi.

Tale infezione per ora si è manifestata nelle volpi ma c’è il rischio concreto che la malattia si diffonda anche agli animali domestici e nell”uomo. Dalle prime avvisaglie in Friuli, la rabbia si è rapidamente propagata in Veneto ed in Trentino: è evidente come le vecchie misure per il contenimento della malattia siano venute meno o siano inefficaci. La prevenzione è certamente il primo strumento per contrastare la diffusione di una malattia che in passato ha mietuto parecchie vittime, animali e non.

Le vaccinazioni per i cani

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Quando decidete di adottare un cane la prima cosa da fare dopo averlo portato a casa è quella di rivolgervi al vostro veterinario di fiducia per farlo vaccinare; questa operazione è molto importante, sia per la salute che vostro amico a quattro zampe, sia per la vostra. Tutte le vaccinazioni effettuate all’animale saranno registrate in un apposito libretto sottoscritto dal medico, che costituirà un registro permanente per dimostrare la storia vaccinale del cane, nel caso in cui dovrete portarlo con voi in viaggio o richiederne il passaporto.

Le vaccinazioni più comuni da fare al cane sono quelle che lo proteggono dalle principali malattie infettive che possono colpirlo, e come per gli uomini, possono essere effettuate in un’unica soluzione o con più richiami successivi. Il primo vaccino da effettuare nei cani è quello contro la Parvovirosi, ovvero la gastroenterite emorragica che porta alla disidratazione dell’animale, e, nei casi più gravi, anche alla morte; data la gravità della malattia, la vaccinazione viene praticata all’età di sei settimane.

Il Cimurro è causato da un virus che colpisce l’apparato respiratorio, quello gastroenterico e il sistema nervoso, e si manifesta con l’emissione di sostanza grigia o bianca, e, alcune volte anche con crisi epilettiche. L’unica soluzione efficace per la profilassi del cimurro è la vaccinazione, esattamente come nel caso dell’epatite infettiva, una malattia virale che colpisce il fegato dell’animale e che provoca febbre alta, vomito e forti dolori.