Rickettsia conorii cane, si guarisce e quale terapia?

Cosa significa quando un cane risulta positivo alla Rickettsia conorii? Si guarisce? E con quale terapia? Le preoccupazioni ovviamente quando si tratta della salute del nostro amico a quattro zampe sono molte e spesso nonostante le rassicurazioni del veterinario, l’ansia non passa. La Rickettsia conorii è un microrganismo gram-negativo, un batterio cioè, patogeno sia per gli animali come i cani che per l’essere umano che viene trasmesso dalle zecche. In realtà esistono diversi tipi di Rickettsia e questa è la più comune nella nostra area mediterranea responsabile di quella che viene definita anche rickettsiosi (o febbre bottonosa) per la sua manifestazione cutanea sull’uomo. Altri tipi di Rickettsia si trasmettono al cane anche attraverso parassiti più piccoli come le pulci. Avere un cane con le zecche può essere un fattore di rischio per la Rickettsiosi anche degli esseri umani. Ecco cosa c’è da sapere al riguardo.

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Gatto attacca la TBC all’uomo? Niente panico, spieghiamo

gatto contagia uomo tbcIl gatto può essere fonte di contagio per la TBC all’uomo? Abitualmente la risposta a questa domanda è no, per vari motivi, ma le notizie che arrivano in questi giorni dall’Inghilterra stanno creando un allarme non di poco conto tra tutti i possessori di gatti domestici, che necessita di un po di chiarezza, altrimenti si rischia di vedere un rapido abbandono di micetti di ogni età nelle strade!

Tigna cane, sintomi, contagio e cura

tigna cane sintomi cura contagioLa Tigna è provocata da un fungo ed è una zoonosi, ovvero può essere passata da una specie all’altra. E’ quindi particolarmente importante evitare o saper riconoscere prontamente la tigna nel cane domestico, onde evitare che la contagi al resto della famiglia. Scopriamo insieme ciò che è utile sapere circa le modalità del contagio,  i sintomi e la cura.

Babesiosi canina, cause, sintomi, farmaci

babebiosi caninaLa babesiosi canina è una malattia da zecche causata da un parassita del sangue che infetta i globuli rossi del cane. I nostri fedeli amici si contagiano quando le zecche si nutrono: è in questo modo che trasferiscono i parassiti microscopici, conosciuti come Babesia. La zecca infetta però non trasmette immediatamente la Babesia , ci vogliono circa 24-48 ore per questo si verifichi.

Malattie dei gatti trasmissibili all’uomo

Gatti malattie trasmissibili all'uomo

La Oregon Veterinary Medical Association, con un’indagine svolta su 216 veterinari americani, ha dimostrato che il maggiore rischio di zoonosi, il fenomeno di trasmissione delle patologia dall’animale all’uomo, è dato dai gatti. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Zoonoses and Public Health: oggi vogliamo occuparci proprio delle patologie trasmissibili dai nostri amici a quattro zampe all’uomo, senza destare alcun timore nei lettori. Si tratta infatti di patologie spesso innocue e veicolate da scarsa igiene o cura del felino di casa: i controlli regolari dal veterinario e una buona pulizia dei luoghi abitati dagli animali sono sufficienti per evitare spiacevoli contagi e trasmissioni.

La rabbia nei cani: vaccino e cura

La rabbia è una malattia virale, provocata cioè da un virus che può attaccare indifferentemente gli animali domestici e selvatici, quanto l’essere umano. E’ cioè una zoonosi. Esiste un vaccino che è consigliato a tutte le categorie professionali a rischio (medico veterinario, guardia forestale, volontari nei canili, ecc), o in coloro che sono stati aggrediti da un animale considerato a rischio. Questo per noi animali umani, ma per i cani? I nostri fedeli amici, hanno la maggiore incidenza di infezione di rabbia nei nuclei urbani (la volpe nelle aree silvestri) ed anche per loro la vaccinazione è importante.

Cos’è la rabbia? Ecco le cause, le modalità del contagio ed i sintomi negli animali

La “rabbia” è una zoonosi, ovvero una malattia infettiva (o infezione) che può essere trasmessa tra animali (vertebrati) ed esseri umani, in condizioni normali, quotidiane. Basta il contatto con la saliva dell’animale malato, sia esso domestico che selvatico: il contagio può dunque avvenire attraverso un morso, ferite, graffi, ecc. Attualmente il cane (per ciò che riguarda il ciclo definito urbano della malattia) e la volpe (per il ciclo selvatico-silvestre), sono gli animali maggiormente colpiti dalla rabbia. Tale zoonosi, trasmessa da un virus, è probabilmente tra le patologie più antiche di cui si ha traccia documentata.

La rabbia, una zoonosi da eradicare con la vaccinazione dei cani (e non solo)

L’OIE (Organizzazione Mondiale della Sanità Animale) dice basta alla rabbia, una zoonosi (ovvero una malattia che si trasmette anche agli esseri umani) che ancora non è stata del tutto debellata, neppure nel nostro Paese. Lo fa partecipando alla Conferenza mondiale per il Controllo della Rabbia in corso in questi giorni a Seoul,  in Korea. Questa malattia, tra le più antiche che si conoscano, uccide ogni anno 50.000 persone, soprattutto bambini. La prevenzione e dunque in primis la vaccinazione, è la principale arma a disposizione.

Febbre Q nel cane

La febbre Q nel cane è causata da un organismo chiamato rickettsia Coxiella burnetii. Questo organismo è stato identificato come causa della malattia sia nei cani che nei gatti che nelle persone e viene trasmesso da diverse specie di zecche. L’infezione è più diffusa tra i gatti.

L’infezione può avvenire per inalazione, ingestione dei tessuti infetti o di fluidi contaminati o ancora direttamente tramite le punture di zecche. Dopo essere stato infettato, l’organismo colpisce le vie urinarie, il fegato ed il sistema nervoso. Nonostante interessi diversi sistemi dell’organismo, la febbre Q spesso non causa una malattia evidente, ma è stata implicata nei casi di aborto. La febbre Q è considerata una zoonosi e può essere trasmessa dai cani alle persone, soprattutto durante il parto del cane.

Gli animali che hanno contratto la malattia in genere mostrano sintomi lievi. Molti cani possono essere asintomatici. L’aspetto più importante della febbre Q è dunque la potenziale diffusione dell’infezione alle persone.

Cheyletiellosi nel gatto

La Cheyletiellosi è una malattia della pelle dei gatti che provoca prurito, causata da infestazioni di acari chiamati Cheyletiella. Quando si esamina un gatto infestato, si può vedere il movimento dei parassiti che vivono su tutto il corpo, anche se il prurito e le concentrazioni sono maggiori sulla schiena.

La Cheyletiellosi è contagiosa, si tratta di una zoonosi e dunque può essere diffusa ad altri gatti, cani o esseri umani. I gatti possono acquisire l’infezione da altri animali o da esseri umani. L’acaro si trasmette tramite il contatto con gli animali infestati. Dal momento che l’acaro può vivere per qualche giorno fuori dall’organismo ospite, è anche possibile venire infettati attraverso la contaminazione ambientale. Anche le uova sparse nell’ambiente sono una causa importante di reinfestazione.

Questa malattia è molto contagiosa il che la rende più comune nei gattili, negli istituti di bellezza dove ci sono molti animali domestici, in luoghi con scarsa igiene e sovraffollamento, tutti fattori favorevoli all’infestazione.
I gattini sembrano essere più suscettibili degli animali più anziani così come i gatti a pelo lungo.

Bartonellosi felina, la malattia da graffio del gatto

La malattia da graffio del gatto (Cat Scratch Disease, CSD), è un’infezione causata dal batterio Bartonella henselae che negli umani si manifesta dopo un contatto prolungato con un gatto giovane, a causa di un morso piuttosto che di un graffio e che pertanto rientra nelle zoonosi, le patologie trasmissibili dagli animali agli esseri umani.

Nel gatto si parla di bartonellosi felina, infezione a cui sono esposti gatti di tutte le età, di entrambi i sessi e di ogni razza, anche se i micini che hanno meno di un anno, i gattini in genere, i gatti infestati da pulci ed i gatti selvatici o randagi hanno indubbiamente più probabilità di ospitare batteri nel sangue.

Le pulci si ritiene rivestano un ruolo importante nella trasmissione della bartonellosi da gatto a gatto ed anche da gatto ad uomo. I gatti possono essere stati infettati dall’organismo da mesi o anche anni, e non mostrare alcun sintomo clinico.
I bambini e gli immunodepressi sono esposti a gravi pericoli, se infettati da questi batteri di cui i gatti sono considerati il serbatoio principale, anche se le pulci e alcuni altri mammiferi hanno pure dimostrato di giocare un ruolo nella trasmissione della malattia.