Vaccino anti rabbia: obbligatorio nel Bellunese

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Nella provincia di Belluno resta obbligatorio il vaccino anti rabbia per gli animali domestici e da reddito: lo hanno stabilito l’istituto zooprofilattico e la Regione dopo i recenti casi verificati nella zona di Pedavena. Dopo l’allarme del 2008 col primo caso di rabbia, la guardia resta ancora alta in tutta la provincia e l’emergenza non è ancora stata dichiarata passata: il responsabile del servizio veterinario dell’Usl n. 1, Gianluigi Zanola specifica a riguardo che

Casi sospetti non se ne sono più verificati sottolinea. Abbiamo continuato a inviare comunque allo zooprofilattico degli animali, specie gatti, morti per cause poco chiare, ma ad oggi sono risultati tutti negativi. Questo non vuol dire che l’allerta sia passata. Anzi, invitiamo quanti hanno degli animali domestici a vaccinarli. Onde evitare problemi e sanzioni, che sono ancora in vigore, invitiamo i possessori di cani a verificare col proprio veterinario la scadenza del vaccino fatto, così da poterlo ripetere, in caso sia scaduta l’efficacia.

Attenzione quindi per tutti i possessori di un animale domestico: la vaccinazione è obbligatoria e in caso di mancato adempimento è prevista l’applicazione di una multa. Le autorità effettuano le verifiche in caso di recupero di un cane scappato da casa o che abbia morso qualcuno: se la vaccinazione anti rabbia non viene effettuata il possessore del cane rischia una sanzione fino a 3.000 euro. Le autorità veterinarie sollecitano i proprietari di cani ad avviare le procedure per la vaccinazione anti rabbia soprattutto in concomitanza dell’arrivo della bella stagione e dei flussi turistici. Si ricorda che la profilassi degli animali da reddito è a carico della Regione.

Ricordiamo che la rabbia è una malattia trasmessa da un virus della famiglia Rhabdoviridae, che colpisce tutti i mammiferi, incluso l’uomo, la cui trasmissione avviene a seguito di un contatto con la saliva di animali infetti: è importante agire immediatamente per debellarla, poichè in caso di contagio si rischia anche la morte dell‘amico a quattro zampe.

Fonte: Corriere Alpi

Foto credits: Thinkstock

 

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