
Gli Schnauzer. Tre facce per un’unica razza, che in realtà risulta ben distinta e con particolari caratteristiche se stiamo parlando di Schnauzer nano, Schnauzer medio e Schnauzer gigante. L’eleganza di questo cane non ha pari, tanto che non è difficile scoprire che un padrone molto attento (e molto ricco), che vediamo intento a comprare un collare di diamanti sia il padrone di uno Schnauzer. Questo perchè nessuno meglio di lui sarà in grado di indossarlo! Ma qui non si parla di cani, che di certo non hanno bisogno di oggetti per dimostrare la loro personalità, ma di padroni un tantino eccentrici!
Lo Schnauzer di taglia media è la più antica delle tre varianti, se ne hanno tracce in alcuni dipinti della fine del Quattrocento e si sa che sempre in quel periodo questo cane, allora conosciuto come Pinscher a pelo duro, era un apprezzato cane da compagnia. Lo Schnauzer gigante invece fu ottenuto dall’incrocio con alcuni cani da gregge, con l’Alano e forse anche con il Bovaro delle Fiandre. Era un eccellente conduttore di bestiame, mentre adesso lo conosciamo come cane da guardia, cane poliziotto e anche più semplicemente come cane da compagnia. Lo Schnauzer nano è la versione più recente della razza, risale all’inizio del secolo scorso e nasce come cane da compagnia allo stato puro. In realtà come i piccoli Terrier si dimostra sia un buon cane da guardia, caratteristica che accomuna le tre taglie di Schnauzer, sia come cane da caccia di ratti e topi. Basta lasciarlo per un po’ all’aperto che immediatamente, sentendo il richiamo della natura, parte alla ricerca di prede, e proprio come un Terrier adora questa attività.
Ho trovato una storia interessante, simpatica, non commovente ma che fa riflettere, che riguarda uno Schnauzer gigante, ma che va a sottolineare una caratteristica propria della razza, indipendentemente dalla taglia. Un uomo, Karel Werner, racconta una storia, ambientata a Praga, durante la Seconda Guerra Mondiale. Essendo un ebreo, in quel periodo, non aveva una vita facile. Era un giovanotto, non poteva frequentare le scuole superiori e andare in giro di notte per strada, ma una sera si ritrovò tra le vie di Praga oltre l’orario del coprifuoco. Fu sorpreso da alcuni soldati nazisti, che lo caricarono su un furgone. Rischiando la vita saltò giù, riuscì ad evitare gli spari e corse tra le strade cittadine, fino a quando non si infilò in un palazzo e corse su all’ultimo piano, sperando che qualcuno gli aprisse la porta, e infine si accucciò in un angolo, quando vide che non c’era salvezza, aspettando l’arrivo dei soldati e forse la sua fine. I nazisti giunsero, e invece di salire su per ogni piano sguinzagliarono un cane, del quale il signor Karel distingueva solo il suono delle unghie sul pavimento e quello del tartufo che annusava dietro ogni porta. Il cane giunse al suo piano e se lo trovò di fronte. I nasi che quasi si toccavano. Gli occhi sbarrati dell’uomo e quelli del cane aperti allo stesso modo. Dubbio e meraviglia, questo lesse il signor Karel, gli sembrava che il cane non fosse certo di aver trovato ciò che cercava. Lo Schnauzer si fece indietro, e invece di abbaiare o azzannarlo proseguì la sua ispezione, annusò le ultime porte e poi, voltandosi indietro e scendendo tutte le rampe delle scale, tornò dai soldati. Andarono via i nazisti e il cane, Karel Werner si sentì sollevato, e vivo, e non smise mai di ringraziare ogni Schnauzer per avergli salvato la vita.
Il signor Karel vide in quel muso qualcosa di umano, la testa grande, la barba cespugliosa, gli occhi seri e intelligenti, che in quegli istanti decisero la cosa giusta da fare. Ogni Schnauzer, che sia gigante, medio o nano, possiede il senso del proprio valore, e sa sempre cosa è più giusto fare in una data situazione, e questa storia ce lo dimostra. Gli Schnauzer sono consapevoli di questa loro capacità, e ci contano ogni giorno della loro vita.
A domani per analizzare singolarmente le caratteristiche delle tre taglie della razza.
[Photo Credits: Raluca143, Astrid&Sofi, freeuyen]











