Green Hill: la Brambilla scende in campo contro i maltrattamenti dei Beagle

di Redazione 1

Abbiamo già parlato dell’allevamento di cani Green Hill di Montichiari, in provincia di Brescia, dove migliaia di cuccioli di Beagle vengono cresciuti per poi essere utilizzati dai laboratori scientifici per esperimenti. E ora, dopo 2 settimane di occupazione del tetto da parte di 5 animalisti, anche il ministro del turismo Brambilla scende in campo contro questo orrore.

Per il ministro, infatti, un paese come l’Italia, che si definisca civile, non può accettare che una simile realtà continui ad esistere. E dalle parole, è passata subito ai fatti, denunciando la struttura alla procura della repubblica di Brescia e ai Nas, ipotizzando il “reato di maltrattamento e danni all’immagine nazionale”.

La Brambilla, infatti, nell’esposto, ha chiesto di verificare la corretta applicazione della normativa europea sulle regole igienico sanitarie degli allevamenti e sulle sperimentazioni “in vivo” per un eventuale sequestro degli animali. Le condizioni in cui vivono questi poveri cuccioli di Beagle, sono a dir poco disumane. I cani, sono custoditi in ambiente sterile, con pochissimi metri quadrati a disposizione e costantemente sotto la luce dei neon, non possono uscire all’aria aperta, né entrare in contatto con altri animali.

In questo modo, la multinazionale Marshall, a capo della struttura di Montechiari, garantisce alle case farmaceutiche a cui vende i cani destinati alla vivisezione, “merce” di ottima qualità. Come scrive il ministro Brambilla nella denuncia:

Si tratta di una circostanza che al di là della sua intrinseca gravità offende il sentimento di amore e di rispetto per gli animali e per i loro diritti e produce un gravissimo pregiudizio all’immagine del nostro Paese. Il maltrattamento degli animali, anche quelli destinati alla sperimentazione “in vivo” trasmette un’immagine del tutto negativa dell’Italia, depotenziandone l’appeal turistico.

La Brambilla, inoltre, ha ricordato come il ministero, proprio recentemente, abbia ottenuto l’approvazione di un emendamento alla legge comunitaria 2011, non soltanto vieta l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio nazionale, ma promuove, in modo concreto, lo sviluppo di metodi alternativi per superare una volta per tutte la sperimentazione animale.

Fonte: Salviamo i cani di Green Hill

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