Bologna: trovata area con animali abbandonati

di Giulia Commenta

Le guardie zoofile di Bologna, in collaborazione con il reparto di polizia giudiziaria della polizia municipale e i medici veterinari della Ausl, sono intervenute in un’area periferica della città, nei pressi di via Terracini, dove c’era una baracca abusiva con numerosi animali in stato di abbandono: si trattava in particolare di quattro cani meticci pitbull e undici gatti, tutti cuccioli.

Le condizioni igienico sanitarie all’interno dell’area sono risultate pessime, ha raccontato l’Ente protezione animali al termine delle operazioni di sgombero: in particolare la parte calpestabile risultava completamente ricoperta da melma ed  immondizia, molta della quale anche in via di putrefazione, con numerosi detriti e materiali fino ad oltre un metro di altezza. Tutta l’area risultava poi infestata dalla zanzara tigre, proliferata per le condizioni igieniche disastrose.

Anche gli animali, quasi tutti cuccioli, sono stati trovati infestati da pulci e zecche, in stato di abbandono: erano tutti privi di microchip, con assenza totale di cibo commestibile e acqua pulita, per chissà quanti giorni sono vissuti in una situazione di così grande disagio. Il cibo trovato era putrefatto, anche a causa del caldo di questi ultimi giorni, immangiabile, e dannoso per la salute di questi poveri animali.

I cani, tutti meticci, sono stati subito portati al canile locale di San Giovanni in Persiceto mentre i gatti sono stati affidati alla struttura di Trebbo. La Polizia municipale si occuperà dello sgombero dell’area che avverrà nei succssivi giorni: più difficile, se non impossibile sarà risalire a coloro che hanno reso ciò possibile, detenendo degli animali, tutti cuccioli e dunque ancora incapaci di provvedere autonomamente per se, in tali condizioni.

Vedremo se le indagini porteranno ni prossimi gironi a qualche risultato positivo o se ancora una volta le uniche vittime dell’ignoranza e dell’inciviltà umana saranno gli animali. Vi aggiorneremo in caso di novità sulla vicenda.

Fonte www.corriere.it

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