
Divorzi, separazioni e litigi vari e, come capita per i bambini, anche gli amici a quattro zampe non possono che accorgersi di una unione familiare che si sfalda prima o poi, portando infelicità e attimi di stress. Sensazioni negative che, ovviamente, sentono perfettamente e, in più, per loro rischia di cominciare il tragico valzer del passaggio tra un partner e l’altro, una sofferenza silenziosa che, spesso, i padroni nemmeno notano più di tanto. In ogni caso, negli ultimi anni sono sempre di più le persone che decidono di affidarsi ad un tribunale, nel corso di una separazione, per stabilire modalità e tempistiche che regolano la “divisione” di un bene così prezioso.
Per fortuna crescono anche i casi di gestione condivisa dei bisogni e dell’affetto di un animale, ma in qualche triste situazione diventa necessario rivolgersi a terzi. E’ pur vero che bisognerebbe sempre valutare quanto è importante un pet in famiglia e quale è il ruolo che ha conquistato con il tempo ed agire in modo da non fargli pesare una tensione che, comunque, non è stato lui a creare. Si calcola che in Italia, siano 9 milioni le persone che hanno in casa un amico a quattro zampe e, quindi, il rischio di abbandoni o di un cambiamento nello stile di vita dopo una separazione, può diventare tutt’altro che raro. Tra le scelte degli abitanti dello stivale, ci sono cani, gatti, conigli ,criceti e pesci rossi.
Il Ministero della Salute, in questo senso, ha reso noto che, a seguito delle stime riportate in uno studio condotto dall’Eurispes, sembra che siano 44 milioni gli animali domestici presenti sul territorio. In famiglia imperano i pesci rossi e poi seguono 15 milioni di uccelli e, a sorpresa, soltanto dopo ci sono cani e gatti o roditori, con una cifra che si attesta, rispettivamente, intorno ai sette e ai due milioni.
foto: labpagnini