130 gatti in casa, prigione o amore? (VIDEO)

di Redazione Commenta

Ma i gatti, i suoi tanto amati gatti, possibile che non le ‘dicano’ niente? Possibile che non protestino né si ribellino? Ne tiene 130 nelle due uniche, piccole, stanze della sua abitazione, la signora Nina Kostsovo, 50 enne russa che vive nella città siberiana di Novosibirsk. Per amore, solo per amore: lei dice che raccoglie i randagi perché non ha cuore di lasciarli in strada. Ma siamo proprio sicuri che compia un’opera buona? La notizia è vecchiotta ma resta più che mai attuale per riflettere insieme su fenomeni ‘anomali’, amici di Tuttozampe. Ogni volta che ci si imbatte in video del genere, interrogarsi è d’obbligo: vedere per credere!

 

130 cuori di gatto e… (magari fosse una bella capanna!) due minuscole stanzette. Le perversioni, non animali ma umane, solo umane, sono tante, milioni di milioni; tuttavia questa non ha uguali né precedenti e speriamo non abbia seguito mai. La gattara russa, è  così tanto sicura che non sia meglio per i mici una vita errabonda in strada ma libera, alla ‘gattabuia’ sovraffollata e asfissiante, (neanche le case degli asiatici), dove li costringe a vivere? Lei dice di raccoglierli dalla strada da 15 anni per ‘salvarli’.

Certo sono sterilizzati, e ci mancherebbe pure che non lo fossero! Certo hanno pasti due volte al giorno, o meglio la loro benefattrice lancia croccantini alla rinfusa, perché sarebbe impossibile posizionare il cibo in ciotole, e immaginiamo la calca se non le risse che si creano nell’imponente colonia felina.

Ma per il resto, come fa un gatto a poter essere liberamente gatto secondo la sua natura (saltare, giocare, correre, esplorare, cacciare, vagare, eccetera), in tanta ristrettezza di spazio e azione? I 130 in questione, sembrano obbligati a una vita in gabbia, più da polli di batteria, (sia pure non destinati al consumo umano), che da felini. E i vicini? Possibile che anche loro non dicano nulla? Va bene che forse in Siberia non c’è un sovraffollamento abitativo. Da noi talvolta basta anche un solo gatto per creare contenziosi condominiali con infiniti strascichi legali. E come non pensare, infine, anche a rilevanti problemi igienico-sanitari? E agli odori non proprio sopraffini?

Come ogni proprietario sa bene, nessuno può mai veramente possedere un animale, meno che mai un gatto. Figurarsi 130! Di certo non spiritualmente, tanto meno materialmente! C’è chi la pensa altrimenti e pare incarnare la madre matrigna di certe fiabe orrorifiche. A noi verrebbe voglia di subire il confino in Siberia a vita, pur di andare a liberare i 130 reclusi.

 

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