Vivisezione, a rischio l’emendamento per chiudere Green Hill

di Redazione 1

Vivisezione rischio emendamento chiudere Green Hill

L’art.14 della legge comunitaria 2011, che prevede la chiusura degli allevamenti di gatti, cani e primati per la vivisezione come Green Hill, rischia di essere annullato, nonostante l’esito favorevole della votazione già espressa alla Camera dei Deputati, il parere favorevole del Ministro della Salute Balduzzi e della Commissione Igiene e Sanità dello stesso Senato.

Le lobby, infatti, stanno premendo affinché siano eliminate o modificate alcune parti dell’emendamento. Le principali associazioni per i diritti degli animali (Enpa, Lav, Lndc, Leidaa, Oipa) con l’adesione del comitato “Occupy Green Hill” e dell’ex ministro del Turismo Michela Brambilla, ieri mattina hanno manifestato a Roma davanti al Pantheon contro la sperimentazione animale.

Durante la conferenza stampa, l’On. Le Brambilla ha dichiarato che:

Le multinazionali di settore hanno sferrato un duro attacco. Interessi economici forti che prevaricano non solo il benessere degli animali ma anche la salute dell’uomo.

Alcuni senatori, inoltre, hanno espresso il loro assenso ad un emendamento aggiuntivo, in calce all’art.14, che, di fatto, ne annullerebbe i risvolti positivi, impedendo la chiusura di Green Hill e degli altri allevamenti simili. Come ha ricordato l’ex ministro del Turismo Brambilla:

Dobbiamo sfatare il luogo comune che la sperimentazione animale faccia bene per la salute umana, anzi è perfettamente il contrario. Io credo nella buona politica. I politici sono eletti dal popolo. I Senatori non possono non ascoltare quella che appare in tutta evidenza come una chiara volontà popolare. La stragrande maggioranza degli italiani sono contrari alla vivisezione. Non posso pensare che alcuni parlamentari si assumeranno la responsabilità di andare contro la volontà popolare.

Dall’ultimo rapporto Eurispes, infatti, è emerso come la maggioranza degli italiani (86,3%) sia contro la vivisezione. Inoltre, sempre nello stesso rapporto, è stato riportato un capitolo sull’oligopolio che controlla la sanità mondiale, stiamo parlando di grossi investimenti nel marketing e una ricerca orientata prevalentemente allo studio delle malattie che “rendono”.

Via|GeaPress; Photo Credit|ThinkStock

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