Toro scatenato è una vitellina che paga la passeggiata con la vita (VIDEO)

di Piera Lombardi Commenta

Una vicenda terribile e assurda: un povero bovino di pochi mesi, probabilmente una femmina, scappato da un allevamento, etichettato come toro impazzito, dopo circa un’ora di corsa per la città di Reggio Calabria tra vie e piazze, causa panico e fuggi fuggi dei residenti, ma il più spaventato di tutti è proprio lui. Fatto sta che, scattato l’allarme arrivano tutti: forze dell’ordine, carabinieri e polizia municipale, vigili del fuoco, corpo forestale, veterinari dell’Asp. Tanto dispiegamento di forze, ma l’unica soluzione di fatto attuata è stata abbatterlo. Strano a dirsi: una volta che l’animale è entrato nel parcheggio del consiglio regionale della Calabria, è stato freddato con sette colpi di pistola come un pericoloso criminale che attenta alle istituzioni. Esplode il dissenso degli animalisti che annunciano denunce. Andrà valutata l’indisponibilità di un fucile anestetico che avrebbe permesso di sedarlo senza ucciderlo.

 

 

Etichettato come  toro impazzito, troppo pericoloso e non più controllabile, un bovino di pochi mesi, probabilmente femmina, è stato ‘giustiziato’ con sei colpi di pistola dalle forze dell’ordine. Una vicenda dal fortissimo impatto emotivo: la notizia ha subito avuto risonanza sul web, ed è esplosa la polemica anche a causa di articoli in cui si minimizza l’accaduto dicendo che è morto un toro, non un bambino!

Protestano le associazioni animaliste sottolineando come in realtà, il ‘terribile’ animale, non fosse altro che una giovane vitellina, di circa 6-7 mesi di età (a cui i volontari hanno dato il nome di Calabria) che, scappata probabilmente da un allevamento, vagava nella periferia della città, in località Cannavò.

I volontari di Reggio Veg mobilitati con sit in di protesta chiedono giustizia e il Noita, nucleo operativo italiano tuteala animali on line lancia una raccolta fondi per avviare un’azione legale. Si legge sul sito dell’associazione:

Assistiamo ancora una volta all’ennesima inefficienza delle Istituzioni che, per risolvere il problema, hanno pensato bene di uccidere un animale indifeso senza alcuna pietà. Il toro non aveva ferito alcuna persona ma era assolutamente giustificata la sua folle corsa. L’animale infatti era circondato da auto in transito, macchine delle forze dell’ordine con sirene accese e urla dei passanti. Pertanto, terrorizzato e non ‘impazzito’ come qualche indegno giornale ha riportato, cercava semplicemente un luogo idoneo dove potersi andare a rifugiare.

Reggio Veg in un comunicato stampa chiede che vengano resi pubblici i nomi di chi ha dato l’ordine dell’uccisione e di chi l’ha eseguita e che vengano effettuate le dovute indagini al fine di accertare se siano ravvisabili nel caso concreto i reati di cui uccisione di animali e-o maltrattamento di animali,  e di punire i soggetti responsabili.

Quello che è accaduto è di una vergogna indescrivibile – commenta infine Enrico Rizzi, presidente nazionale del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali –  e dimostra il totale fallimento delle Istituzioni. Hanno ucciso quel toro con sette colpi di pistola, come se fosse un criminale ricercato a livello internazionale. Mi chiedo perché non si sia provveduto a sedarlo, piuttosto che farlo fuori in pochi secondi. L’uccisione di animali senza alcuna necessità, è un reato punito dal nostro ordinamento giuridico. Ho già dato mandato al responsabile del nostro ufficio legale, avvocato Alessio Cugini, di chiedere immediatamente gli atti di quanto accaduto perchè sono pronto ad informare la Procura della Repubblica.

Fonte ansa.it  e ntacalabria.it

Fonte video youtube.com

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