Capaci di fiutare anche i più deboli segnali di vita, anche fino anche a 4 o 5 metri sotto le polveri, i cani da macerie hanno salvato in queste tragiche ore 60 vite. L’esercito del soccorso a quattro zampe è stato fondamentale e decisivo in questi primi tre giorni del dopo terremoto, specie sui luoghi più colpiti: Amatrice e frazioni, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto. Le unità cinofile di soccorso, sempre in prima fila in situazioni di emergenza e negli scenari più drammatici (dai conflitti bellici alle operazioni antiterrorismo), hanno anche trovato tanti morti. Ora il loro lavoro sembra giunto a termine: con il loro formidabile fiuto così come con l’udito, da ore non individuano più persone vive.