Terremoto in tempo reale, i cani da macerie hanno salvato 60 vite (VIDEO)

di Redazione Commenta

Capaci di fiutare anche i più deboli segnali di vita, anche fino anche a 4 o 5 metri sotto le polveri, i cani da macerie hanno salvato in queste tragiche ore 60 vite. L’esercito del soccorso a quattro zampe è stato fondamentale e decisivo in questi primi tre giorni del dopo terremoto, specie sui luoghi più colpiti: Amatrice e frazioni, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto. Le unità cinofile di soccorso, sempre in prima fila in situazioni di emergenza e negli scenari più drammatici (dai conflitti bellici alle operazioni antiterrorismo), hanno anche trovato tanti morti. Ora il loro lavoro sembra giunto a termine: con il loro formidabile fiuto così come con l’udito, da ore non individuano più persone vive.

 

 

 


Pastori tedeschi e belgi, pastori tedeschi da lavoro detti grigioni, labrador e border collie, sono gli eroi a quattro zampe di queste tragiche ore: sono stati decisivi nei soccorsi del dopo terremoto. In questi giorni di angoscia, nella lotta contro il tempo hanno trovato sotto le macerie 60 persone vive, ma il loro prezioso lavoro è servito a trovare anche chi non ce l’ha fatta: 50 sono i corpi recuperati grazie al loro lavoro negli stessi comuni duramente colpiti dal terremoto. Corpi che altrimenti sarebbero stati restituiti ai parenti chissà quando e come.

 

Questi 50 cani delle Unità cinofile italiane da soccorso, inquadrate nel dipartimento nazionale della Protezione civile, a cui vanno aggiunti quelli delle unità cinofile di vigili del fuoco, corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, polizia di Stato, carabinieri, croce rossa e di vari enti e associazioni pubbliche e private, per un totale di oltre 70 squadre cinofile impegnate nelle ricerche, prima di giungere a un tale livello di efficienza nel ritrovare persone sotto il livello del terreno, sono stati sottoposti a una dura preparazione. Vengono da un addestramento  durato circa due e anni e mezzo, a cui hanno fatto seguito esercitazioni costanti, almeno due volte a settimana.

Tra i 50 cani ci sono Leo, l’eroe a quattro zampe citato anche dal premier Renzi al termine del consiglio dei Ministri, che ha individuato a Pescara del Tronto la piccola Giorgia, rimasta sotto le macerie per oltre sedici ore; Sarotti, pastore tedesco della polizia di Stato che ha salvato Giulia; Corto, labrador di 4 anni nato proprio ad Amatrice (il proprietario è un volontario del luogo), che ha trovato un’intera famiglia morta con un bambino di 8 mesi.

 

Tra i cani delle unità cinofile dei carabinieri anche due di razza bloodhound detti molecolari, perché fiutano, grazie a una traccia, utilizzati per prevenire lo sciacallaggio. Un pastore tedesco, più aggressivo, blocca direttamente chi si renda colpevole di sciacallaggio.

 

Ora però il lavoro di questi angeli a quattro zampe sembra proprio finito:

I cani servono per le prime 48/72 ore, poi diventano inutili – ha spiegato un volontario – Quando trovano un ferito, guaiscono e abbaiano. Se invece si tratta di un cadavere lo indicano senza abbaiare ma comportandosi in maniera anomala.

 

Fonte askanews e ansa

Fonte video youtube.com

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