Olbia, primo aeroporto con area di accoglienza per pets

di Fabiana Commenta

Rivoluzione in atto presso l’aeroporto Costa Smeralda di Olbia che presta una particolare attenzione agli animali domestici in viaggio per le vacanze estive, ma non solo. 

Si tratta infatti della prima struttura in Italia che vanta la presenza di un’area interamente attrezzata per l’accoglienza degl animali da affezione che viaggiano con i loro proprietari. 

La zona Airport pet relief

Si chiama “Airport pet relief” ed è la zona interamente e completamente dedicata ai pets inaugurata solo pochi giorni fa.

È uno spazio situato oltre i controlli di sicurezza per circa 60 mq ed è dotato di ogni comfort e necessità per chi viaggia con gli animali. 

Che cosa offre la zona?

Trattandosi idi una zona comfort per tutti gli animali a quattro zampe in viaggio con i loro umani è dotata quanto occorra ai nostri amici a quattro zampe.

All’interno dello spazio si trovano infatti un abbeveratoio con acqua fresca e tanti giochi per rendere più confortevole l’attesa dell’imbarco agli amici a quattro zampe.

Non manca tutto il necessario per tutti i proprietari che vogliamo avere a disposizione tutto quel che occorre loro per la pulizia e la cura del loro animale. 

Ci sono intatti i contenitori per i bisogni, i sacchetti biologici, l’acqua corrente rinfrescare il pet, il lavabo sanificante, il sapone e naturalmente le indispensabili salviette igieniche.

Il progetto dell’area accoglienza per pets 

Il progetto della zona  Airport pet relief, il primo realizzato in Italia, nasce nell’ambito delle iniziative intraprese da Geasar, la società di gestione dello scalo, che ha colto al volo la necessità da parte dei passeggeri di viaggiare con i propri animali domestici e di avere a disposizione dei gli spazi che possano offrire il comfort necessario al viaggio e alla sosta.

Secondo una recente indagine condotta dall’istituto Ixè emerge infatti che il 30% degli italiani proprietario di un animale ama trascorrere le vacanze con i propri amici a quattro zampe. Di loro, il 15% è costretto a rinunciare a questa opportunità perché le strutture ricettive per gli animali domestici sono veramente poche. Quelle e disposizione purtroppo sembrano non essere adeguatamente attrezzate con gli animali che hanno poca possibilità di movimento all’interno di pochi spazi preposti. 

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