Lettiera dei gatti, guida pratica a problemi e soluzioni: costi e qualità

di Paola P. Commenta

Sfatiamo un mito: una lettiera più costosa non è necessariamente una lettiera migliore. Non per il gatto almeno. Prima di farci soggiogare, ed è capitato spesso anche a me, dalle scritte magiche sulle confezioni, dall’opera di convincimento del negoziante e da promesse di niente più cattivi odori, la si può cambiare una volta al mese e simili slogan, dobbiamo riflettere su quella che in realtà è un’esigenza naturale del gatto. I mici che vivono all’aperto e sono liberi di scorrazzare per la campagna, non hanno granelli magici a disposizione, preferenze di consistenza, di materiale piuttosto che di colore, profumo, assorbenza minore, assorbenza maggiore.

Hanno del semplice terriccio o sabbia. Ora è ovvio che noi in casa con i nostri felini domestici non possiamo pretendere di ricreare uno spazio simile e che per ovvie ragioni abbiamo bisogno di accontentare anche le nostre esigenze, riguardo agli odori, ai costi, alla praticità, alla polvere che si solleva, alla durata, alla consistenza. Dobbiamo però capire che non necessariamente la scelta più costosa o migliore per noi sarà quella giusta per il nostro gatto.

Ad esempio ho provato la formulazione in granelli assorbitutto, più costosa ma c’è da dire anche più duratura (costo intorno ai 7-8 euro a confezione) ma i miei gatti non gradivano la consistenza, erano schifati quasi, perché abituati ad una consistenza più morbida, in cui affondare le zampette, quella della banalissima lettiera da supermercato, per intenderci, in vendita a 2-3 euro.

Il passaggio da una marca all’altra così come cambiare continuamente tipo di materiale non piace al gatto che è un animale estremamente abitudinario, specie se vive in casa e ha uno spazio e delle abitudini limitate da confini e luoghi di vita ben precisi. Ecco perché il consiglio che mi sento di darvi è: se volete acquistare lettiere che offrono tutte le magie decantate sulla confezione, dal controllo degli odori alla tenuta estrema, fatelo sin da quando i mici sono piccoli e non cambiate più genere e consistenza. In questo modo eviterete quel musetto da “C’è qualcosa di strano qui” che il gatto mette su ogni volta che nota il più piccolo cambiamento. E sappiamo, ahinoi, che se non gradisce, potrebbe scegliere altri posti della casa come bagno e non è questo che vogliamo.

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