La Micosi nell’acquario

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Oggi ci occupiamo di un argomento che sta a cuore ai molti acquariofili che si aggirano in rete, quello delle micosi presenti all’interno dell’acquario. Purtroppo può accadere che i nostri pesci siano colpiti da funghi, in maniera non appropriata o comunque estrema, quando vi sono ferite, mucose danneggiate o altri parassiti pregressi. Occorre preliminarmente ricordare che i funghi sono sempre preseti nella vasca, utili per aiutare la decomposizione della materia organica che si trova naturalmente nell’acquario: si tratta di funghi inoffensivi e tollerati dai pesci fino a quando le loro barriere immunitarie non subiscono un deficit.

Le più diffuse sono certamente le micosi esterne: i sintomi manifestati dal pesce sono solitamente la comparsa di filamenti bianchi che si depositano intorno alla bocca, sulla pelle e sulle pinne. Inizialmente si tratta di un sottile strato che man mano diviene sempre più spesso fino a ricoprire completamente il pesce.

Cosa può causare tale infezione? Di certo alto inquinamento che porta all’indebolimento del pesce, lo stress, temperature sbagliate, un’alimentazione scadente oppure alimentazione con prodotti nocivi, avariati. Da non sottovalutare neppure il sovraffollamento della vasca che provoca stress ai pesci ed infine l’arrivo in vasca di pesci già colpiti da tali infezioni che la propagano agli altri tramite contagio.

Le Lumache in acquario

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La presenza di alcune lumache in acquario non è un pericolo per il benessere della nostra vasca, a meno che queste non aumentino in maniera considerevole, come in una vera e propria invasione: a quel punto occorre limitare la presenza di tali animali nella nostra vasca asportando le lumache. I metodi per eliminarle sono essenzialmente due: o catturandole con il retino o con altro strumento adatto, oppure intervenendo chimicamente, sciogliendo in acqua prodotti che a poco a poco consentono di eliminare le lumache in eccesso, senza ovviamente mettere in pericolo la salute dei pesci.

Non bisogna però dimenticare che in natura esistono diversi tipi di lumache, dalle lumache della famiglia Melanoides (dalla conchiglia a cono appuntito e molto rigida, vivipare e che trascorrono insabbiate la maggio parte delle ore diurne), a quella della famiglia Planorbidae (dalla conchiglia tondeggiante, a spirale tavolata) a quelle della famiglia Physidae (con conchiglia ovale e traslucida) e Lymnaea (a spire oblique e poco ricurve). Le più resistenti sono senza dubbio le lumache Melanoides, che è particolarmente difficile riuscire a cacciare via dalla vasca.

Il pesce matita

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Oggi ci occupiamo della scheda tecnica di un pesce molto particolare ed interssante per l’acquario casalingo, il Nannostomus Trifasciatus, detto comunemente anche Pesce Matita: questo pesce appartiene alla famiglia degli Emiodontidi, in natura vivono per lo più nel Bacino medio del Rio delle Amazzoni, del Rio Negro e della Guayana occidentale. Si tratta di un pesce dalla forma piccola, allungata ed appiattita sui fianchi, che presenta una colorazione uniforme, con dorso bruno e pancia biancastra, con una bella striscia longitudinale nera, sormontata da una seconda striscia più stretta che parte dall’occhio.

Di notte la colorazione si attenua: le femmine appaiono con colori leggermente più sbiaditi. E’ un pesce di piccole dimensione in quanto raggiunge al massimo i 6 centimetri di lunghezza: i pesci matita amano nuotare in temperature che si aggirano sui 25-28 gradi, con acqua molto dolce e moderatamente acida. Per chi intende acquistare tali pesci per il proprio acquario, occorre ricordare che in natura il pesce matita abita ruscelli con molta ombra e dalle acque lente, con tanta e ricca vegetazione: occorrerà che l’acquario sia allestito tenendo conto delle sue preferenze e del suo habitat naturale.

Amante prevalentemente del cibo vivo, ma può essere allevato con mangimi secchi e vegetali, il pesce matita vive in natura in branco, con un ciclo natatorio e motorio che spesso appare irregolare: è consigliabile pertanto che tale pesce venga mantenuto in branchi della stessa specie, affinchè possa trovare un ambiente il più possibile compatibile. Non va dimenticato che il pesce matita è un saltatore estremamente abile, si consiglia di coprire pertanto la vasca onde evitare spiacevoli sorprese.

Il riscaldamento dell’acquario tropicale

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I pesci tropicali hanno bisogno di una temperatura costante elevata, ecco perché è necessario che l’impianto di riscaldamento dell’acquario sia adeguato alle necessità degli animali. Ci sono due tipi di riscaldatori; il più comune è quello che in provetta che rimane immerso nell’acqua; in pratica è un filo riscaldante sistemato in un’ampolla di vetro, è dotato di termostato e può avere diverse potenze, da 10 a 500 watt.

Un altro tipo di riscaldamento è quello costituito da cavetti collegati ad un termostato elettronico; questo tipo di riscaldamento ha il vantaggio di riscaldare l’acqua in modo uniforme, ma passando sotto la sabbia del fondo, sono applicabili solo al momento dell’istallazione dell’acquario.

I Ciclidi dell’Africa Occidentale

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Di grande fascino e dal carattere estremamente interessante, in questo articolo parleremo di quelle specie di Ciclidi provenienti dall’Africa Occidentale adatte ad essere ospitate in acquario. Il loro biotopo è formato da ruscelli dalle acque molto limpide e da fiumi con acque provenienti dalle grandi foreste pluviali. Presentano livree dai colori sgargianti, quasi luminosi, che li rendono molto amati. Sebbene le specie cui tratteremo non superano i 12 cm di lunghezza, sarebbe opportuno allestire un acquario di almeno un metro di lunghezza, anche se non deve essere una regola per tutte le specie.

In generale, è consigliabile una vasca da almeno 200 litri per godere appieno delle caratteristiche di questi pesci. Molti Ciclidi sono bentonici, vivono cioè in prossimità del fondale, quindi l’acquario che li ospita deve avere un certo spazio nella parte inferiore per permettere loro di nuotare liberamente. Inoltre, è quasi d’obbligo utilizzare un materiale fine (preferibilmente sabbia) per l’allestimento, dato che non è raro che questi ciclidi scavino nella sabbia ed espellano la stessa dalle branchie.

Al contrario di quanto viene solitamente detto per i ciclidi africani, non è affatto necessario rinunciare alla vegetazione, dal momento che, salvo poche eccezioni, questi pesci non danneggiano le piante.
Esistono diversi generi di questi ciclidi; tra questi, i più diffusi sono i generi Chromidotilapia, Hemichromis, Nanochromis, Pelvicachromis e Steatocranus.

La vasca giusta per il proprio acquario

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La scelta della vasca per l’acquario è fondamentale per tutti coloro che si intendono avvicinare al mondo dell’acquariofilia: in commercio la scelta è vastissima, si va dalle vasche più piccole, fino ai 40 litri, fino alle vasche molto più grandi che possono raggiungere anche i 500 litri ed oltre. Le vasche più piccole sono adatte per l’allevamento di pesci che non superino i 4-5 cm di grandezza, per ovvie ragioni legate allo spazio ed alla possibilità di movimento dei pesci stessi.

La vasca piccola deve essere quasi quotidianamente curata, male si adatta a pesci di acqua marina, ma solo di acqua dolce: i valori del ph dell’acqua sono fondamentali e devono essere controllati per evitare anomalie o l’insorgenza di malattie tra i pesci.

La vasca media, quella che per capirci va dai 100 al 200 litri, sono perfette per chi inizia a muovere i primi passi: si possono anche adattare a pesci di acqua marina, dato che le dimensioni lo iniziano a consentire, ma limitatamente a pochi esemplari. In tali casi la manutenzione è settimanale, ed i valori chimici possono essere controllato in maniera meno metodica in quanto la vasca risente meno degli sbalzi.

Illuminazione dell’acquario

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L’lluminazione è uno degli elementi essenziali per l’acquario e per la sua corretta gestione: analizziamo gli elementi principali per una buona e corretta illuminazione, cercando di offrire praticità agli acquariofili con suggerimenti utili per i loro acquari casalinghi. La luce è fondamentale per i pesci, i quanto ne stimola l’attività e fornisce alle piante il nutrimento e l’energia attraverso la fotosintesi clorofilliana.

Ma la luce naturale, seppur importante, non è sufficiente anzi, spesso è causa della formazione di alghe, per tale ragione l’acquario deve essere illuminato con lampade artificiali. I tubi per fornire la luce possono essere o a fluorescenza o al tungsteno: entrambe hanno vantaggi  e svantaggi che occorre analizzare prima di scegliere l’uno o l’altro metodo di illuminazione.

Il tungsteno è composto da lampade che emettono molto calore dunque consumano parecchio e sono di breve durata rispetto alle lampade a fluorescenza, che invece sono meno costose nel funzionamento in quanto al contrario delle precedenti emettono meno calore e hanno una durata maggiore. Ovviamente è possibile anche optare per una soluzione mista, che può avere innumerevoli vantaggi, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo delle piante preseti in vasca.

Pesci timidi, quando l’acquario sembra deserto

acquarioCi siamo: l’acquario è stato popolato, bilanciato chimicamente, allestito con tutte le difficoltà che questo comporta e il dispendio sia economico che di tempo. Ora possiamo osservare i pesci abitare la loro nuova casa, rincorrersi, mangiucchiare le piante, ammirare i loro stupendi colori e perchè no, anche vantarci con amici e ospiti della riuscita della nostra creazione. Tutto procederebbe proprio così se non fosse che i pesci latitano alla nostra vista e sembrano quasi dileguarsi non appena ci avviciniamo al vetro, o peggio, se ne stanno tutto il tempo nascosti.

Perchè i pesci si nascondono? A questa domanda gli esperti danno più di una risposta plausibile. Quella più probabile, tuttavia, è anche la più semplice ovvero il pesce è spaventato o si sente a disagio nell’ambiente circostante. In questo caso, non resta che porsi un altro importante quesito: cosa scatena una reazione di paura nel pesce?

Rocce calcaree e pH dell’acquario

rocce acquarioSe il pH è aumentato inspiegabilmente nel vostro acquario, è probabile che una delle cause possibili non ancora passate al vaglio sia la presenza nella vasca di rocce calcaree. Se la roccia utilizzata è calcarea è infatti molto probabilmente la causa dell’elevazione del pH. Il materiale calcareo, infatti, è noto indurire l’acqua e aumentare il pH. Infatti gli esperti suggeriscono a chi ha necessità di aumentare il pH, di utilizzare corallo schiacciato, o altro materiale calcareo nel filtro.

L’acqua può anche anche essere naturalmente dura e alcalina, il che aumenta ulteriormente il pH. Per sapere se è la roccia a provocare l’aumento del pH è bene effettuare dei test e, nel dubbio, eliminarla dalla vasca prima che ci siano conseguenze gravi per la salute dei pesci.
Per testare la composizione della roccia, metterci sopra qualche goccia di comune aceto bianco. Se si produce una schiuma, la composizione è indubbiamente calcarea, e influirà sicuramente sulla durezza e sul pH dell’acqua.

Cambiare l’acqua dell’acquario

cambio acqua acquarioCambiare l’acqua dell’acquario può uccidere i pesci. Un luogo comune, un mito da sfatare che nasce da storie realmente accadute e poi mistificate.
Un racconto di questo tipo potrebbe essere giunto anche alle vostre orecchie. Un proprietario di un acquario sano e bellissimo che si prende cura scrupolosamente dei pesci da ormai più di un anno, li alimenta in modo corretto, mantiene il vetro della vasca pulito sia dentro che fuori.
Un giorno un amico nota che la ghiaia sul fondale è po’ sporca e gli chiede quand’è stata l’ultima volta che ha cambiato l’acqua. Lui lo guarda attonito dicendo che non ha mai effettuato alcun cambio all’acqua. Così corre a leggere numerosi articoli e scopre che avrebbe dovuto fare cambi parziali dell’acqua ogni poche settimane. Sentendosi come un idiota per aver trascurato i suoi pesci, effettua immediatamente un travaso enorme di acqua, aspira la ghiaia sul fondo, e cambia il filtro.

Tutto appare nella norma, ma il giorno dopo metà dei pesci sono morti. Nelle successive due settimane muoiono anche tutti gli altri, benchè lui continui a cambiare ulteriormente l’acqua. Da allora rinuncia all’acquario e inizia a raccontare in giro che il cambio dell’acqua ha ucciso i pesci, benchè i libri dicessero diversamente. Una storia tipo, questa, che può servire da modello per capire gli errori compiuti dal protagonista.

Vere o artificiali, il dilemma delle piante dell’acquario – parte due

piante artificiali acquarioLe piante artificiali, oggi, sono diventate così sofisticate e simili a quelle vere da rappresentare una scelta più che valida. A differenza delle piante vive, non muoiono, non diventano troppo grandi, nè tantomeno si lacerano diventando un problema per l’acquario. Se si sporcano o sono ricoperte da alghe, possono essere facilmente rimosse e pulite. Le piante artificiali non hanno particolari esigenze di luce, a differenza delle piante vive, che spesso richiedono un’illuminazione di gran lunga superiore a quella che gli viene offerta negli acquari.

Piante di plastica e piante di seta sono disponibili in una vasta gamma di dimensioni e colori, e sono facilmente reperibili tutto l’anno. Dal momento che prima di acquistarle non sono mai entrate in un acquario, non porteranno a sviluppare parassiti nè condurranno parassiti da altri luoghi.

Vere o artificiali, il dilemma delle piante dell’acquario – parte uno

piante vive acquario

Piante vere o piante artificiali. Questo il dilemma da risolvere quando ci si appresta ad allestire un acquario. Oggi si può contare su piante realizzate in seta molto simili esteticamente a quelle naturali, ma l’impatto visivo non è l’unico motivo per preferire quelle vere. In realtà non c’è una scelta giusta e una scelta sbagliata. Gli stessi esperti non sono d’accordo su questo punto.
Le piante vive, però, diciamolo pure, riempiono maggiormente di orgoglio, danno una certa soddisfazione in più a guardare l’acquario. I pesci sono vivi, le piante vive, il nostro acquario di conseguenza ci appare più vero. O almeno è così per la maggior parte dei fautori di una vegetazione vera.
Tuttavia l’orgoglio non è la ragione principale per cui preferire le piante vive. Sono in molti a pensare che le piante vive forniscano un habitat più naturale per i pesci e offrono prestazioni che non possono, per ovvie ragioni, essere offerte dalle piante artificiali.

Ciclidi Africani: biotopi naturali, caratteristiche e diffusione

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Divenuti famosi soprattutto negli ultimi anni, i ciclidi africani sono sempre più presenti negli acquari degli appassionati di tutto il mondo. Questi ciclidi sono generalmente più vicini agli esemplari selvatici per quanto riguarda comportamento, livrea e alimentazione, anche se alcune razze dalla forte capacità riproduttiva sono sempre più comuni e resistenti, permettendone quindi l’inserimento nelle vasche riempite con la comune acqua di rubinetto opportunamente trattata.

Il ciclidi africani possono essere classificati per quanto riguarda il biotopo di provenienza: si parla quindi di cilcidi dei grandi laghi (Tanganica, Malawi, Victoria) e ciclidi dei fiumi dell’Africa Occidentale. Il primo biotopo è caratterizzato da acqua alcalina e mediamente dura, con una scarsissima presenza di piante e con fondale roccioso ricco di anfratti e nascondigli, dove i maschi fanno le loro tane per nascondere i propri avannotti e dove trovano riparo.

I territori scelti sono piuttosto ampi: questo aspetto, unito alle medie dimensioni e alla necessità di vivere almeno in coppia, rende i ciclidi dei laghi adatti solo ad acquari di litraggio superiore ai 300 litri e con lato lungo di almeno 130 cm circa, in modo da fornire un adeguato spazio per il nuoto. I ciclidi dei fiumi sono invece di dimensioni medie lievemente inferiori, pur avendo un comportamento assolutamente simile ai ciclidi dei laghi.

Il ciclo dell’azoto nell’acquario

acquario nitratiNitrificazione, ciclo biologico, ciclo dell’azoto. Comunque lo si chiami, il processo di creazione di colonie batteriche nell’acquario è fondamentale per mantenere un ambiente sano per i pesci. L’incapacità di comprendere le tappe fondamentali della nitrificazione è il fattore che porta più spesso alla perdita dei pesci. Saper risolvere i periodi critici durante il ciclo dell’azoto, quando le colonie batteriche iniziano a proliferare, aumenterà notevolmente le probabilità di successo per un buon acquario.

A differenza dell’habitat naturale, un acquario è un ambiente chiuso. Tutti i rifiuti e gli escrementi dei pesci, il cibo avanzato, e le piante in decomposizione rimangono all’interno del serbatoio. Se non si eliminassero i rifiuti, l’acquario si trasformerebbe in un pozzo nero in pochissimo tempo.