I Ciclidi dell’Africa Occidentale

di Giulia Commenta

Steatocranuscasuarius

Di grande fascino e dal carattere estremamente interessante, in questo articolo parleremo di quelle specie di Ciclidi provenienti dall’Africa Occidentale adatte ad essere ospitate in acquario. Il loro biotopo è formato da ruscelli dalle acque molto limpide e da fiumi con acque provenienti dalle grandi foreste pluviali. Presentano livree dai colori sgargianti, quasi luminosi, che li rendono molto amati. Sebbene le specie cui tratteremo non superano i 12 cm di lunghezza, sarebbe opportuno allestire un acquario di almeno un metro di lunghezza, anche se non deve essere una regola per tutte le specie.

In generale, è consigliabile una vasca da almeno 200 litri per godere appieno delle caratteristiche di questi pesci. Molti Ciclidi sono bentonici, vivono cioè in prossimità del fondale, quindi l’acquario che li ospita deve avere un certo spazio nella parte inferiore per permettere loro di nuotare liberamente. Inoltre, è quasi d’obbligo utilizzare un materiale fine (preferibilmente sabbia) per l’allestimento, dato che non è raro che questi ciclidi scavino nella sabbia ed espellano la stessa dalle branchie.

Al contrario di quanto viene solitamente detto per i ciclidi africani, non è affatto necessario rinunciare alla vegetazione, dal momento che, salvo poche eccezioni, questi pesci non danneggiano le piante.
Esistono diversi generi di questi ciclidi; tra questi, i più diffusi sono i generi Chromidotilapia, Hemichromis, Nanochromis, Pelvicachromis e Steatocranus.

Il genere Chromidotilapia è costituito da una decina di specie, anche se per alcune non è sempre facile riuscire ad importarli. Le specie di Ciclidi appartenenti al genere Chromidotilapia si distinguono per il grande range di acidità al quale vengono trovati in natura: alcune specie vivono in acqua acida, altre invece con ph alcalino. Per questo, è fondamentale documentarsi molto bene a proposito prima di allestire l’acquario e scegliere gli altri coinquilini.

Incontriamo poi il genere Hemichromis, pesci da considerarsi dei predatori e caratterizzati da una spiccata voracità; possono raggiungere la dimensione di 18 cm, quindi è consigliabile immetterli solo in vasche grandi vasche grandi (superiori ai 100-120 cm). Il genere Hemichromis comprende i cosidetti Ciclidi rossi, come l’Hemichromis bimaculatus e lifalili. Stiamo parlando di un genere di pesci che possiedono uno spiccato senso di territorialità, per cui sarà bene fare scelte oculate per quanto riguarda il numero di esemplari da introdurre: consigliamo di non andare oltre alla singola coppia.

Dopo gli Hemichromis, troviamo il genere Nanochromis, tra le alcune specie ci sono pesci veramente ambiti da molti appassionati, come il Nanochromis dimidiatus, con la sua colorazione di uno stupendo arancione luminoso. Sebbene non raggiungano lunghezza superiori agli 8 cm di lunghezza per quanto riguarda i maschi (le femmine risultano più piccole), non dovrebbero essere tenuti in acquari piccoli, a causa di una spiccata territorialità e delle loro caratteristiche di nuotatori.

Tra i più popolari c’è il genere Pelvicachromis, con otto specie (sempre stando alle informazioni di cui posso disporre), dove quella forse più conosciuta è il pulcher, ma troviamo altri bellissimi esemplari nei Taeniatus e Sacrimontis. Infine, il genere Steatocranus, che si differenzia dagli altri Ciclidi per il suo aspetto e modo di nuotare: la specie più diffusa di questo genere è lo Steatocranus casuarius, che presenta una vistosa gibbosità sulla testa e labbra grosse che ne conferiscono un aspetto caratteristico e simpatico.

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