Abbandono di animali: il bilancio di Aidaa

di Redazione 1

abbandono di animali

Il fenomeno, triste e pietoso, dell’abbandono di animali non si placa, nemmeno nei mesi invernali: ecco il bilancio del primo trimestre del 2013 stilato dall’associazione Aidaa. I dati non sono assolutamente confortanti e ci mostrano come la pratica dell’abbandono non riesca proprio a placarsi: secondo le stime valutate sull’entrata in 100 canili italiani monitorati dall’associazione,  complessivamente i cani abbandonati ed entrati nei canili sono stati circa 15.000. Un dato ancora più drammatico se si pensa che moltissimi dei cani lasciati legati fuori dai canili, sono stati portati da persone che non sono più in grado di mantenerli a causa della forte crisi economica.

I canili del resto sono strapieni e senza soldi, e lo stesso vale per i gattili e per i rifugi degli animali abbandonati. Non da meno sono i dati relativi ai mici: pare che siano diverse migliaia anche le segnalazioni ed i ritrovamenti di gatti abbandonati, anche appena nati, nei cassonetti o lasciati fuori dai rifugi e dai gattili comunali. Rispetto ai dati dello scorso anno si registra un incremento di abbandoni di cani e gatti di oltre il 40%: un trend pericoloso e da tenere in forte considerazione, soprattutto in vista dei prossimi mesi estivi quando gli abbandoni si sa, aumentano a causa delle vacanze e degli spostamenti degli italiani.

Negli ultimi anni pare che siano stati abbandonati circa 120.000 cani ed almeno altrettanti gatti, secondo le stime rese note dalle maggiori associazioni di tutela degli animali: si tratta di dati che erano in calo ma che negli ultimi tempi pare che stiano risalendo. La crisi economica poi ha avuto un effetto devastante sulle possibilità di mantenimento degli animali domestici in moltissime famiglie italiane. In aumento anche le segnalazioni degli avvistamenti di cani vaganti, che per la prima volta non vedono solo le regioni del sud: in questi primi tre mesi del 2013 molte segnalazioni sono giunte all’associazione da Veneto, Lombardia e Lazio.

Fonte: Aidaa

Foto credits: Thinkstock

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