Perché il cane scambia la nostra faccia per un lecca-lecca?

di Paola P. 3

Vi sarà capitato, certamente, di ricevere questa manifestazione d’affetto molto invadente dal vostro cane. A volte pensiamo che trattare la nostra faccia come un lecca-lecca sia il modo che ha il nostro cucciolo di dimostrarci amore, entusiasmo, allegria o magari semplicemente di accogliere il nostro rientro a casa con calore, proprio l’equivalente dei baci umani. In realtà ci sono diverse ragioni più complesse e dettate da varie circostanze per cui un cane è portato a slurpare. A livello biologico, ad esempio, mamma cagna adotta questo atteggiamento con i cuccioli appena nati, per scuoterli dal loro torpore, svegliandoli con colpi di lingua decisi ed insistenti.

In questo caso leccare il neonato è un modo efficace anche per rimuovere le membrane ancora appiccicate al cucciolo, liberandolo e permettendogli così di muoversi oltre che scatenandogli lo stimolo alla respirazione autonoma. Leccare i cuccioli è anche un modo per stabilire un contatto tra la madre e la progenie ed incitare lo sviluppo delle facoltà mentali dei piccoli.

A partire dalle sei settimane di vita, i cuccioli leccano le labbra delle madre per farsi masticare il cibo in modo da riuscire poi ad ingurgitarlo. Può sembrare disgustoso ma è un’eredità che i cani si portano dietro dai loro antenati, quando bisognava assicurarsi che il bottino (le prede) venisse condiviso con la cucciolata.

Leccarsi l’uno con l’altro può a volte indicare, oltre ad esigenze legate all’igiene, sottomissione. O ancora l’istinto innato di cancellare gli odori dal pelo per nascondersi alle prede, comportamento che i nostri cani,  anche se vivono in casa e non sono più selvatici, hanno conservato fino ad oggi. A volte, avvertono i comportamentisti, se il cane vi lecca è per farla franca, esercitare autorità su di voi e non per manifestare affetto. Se vi rendete conto che è questo il vostro caso, forse insegnare all’animale il comando Non leccare potrebbe essere una buona idea.

[Fonte: Petplace]
[Foto: www.whydoes.org]

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