Samoiedo, il cane bianco che viene dal nord

 
Claudia
21 settembre 2009
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samoiedoIl popolo nomade dei Samoiedi, pescatori e cacciatori, vive da sempre in Siberia. Il popolo possedeva dei robusti cani bianchi di cui si serviva per tirare le slitte attraverso le steppe e per mantenere le mandrie e anche difenderle dagli attacchi degli animali selvatici. Fin dal primo momento il Samoiedo, che prende il nome proprio dal popolo con cui si è sviluppato, è stato considerato un amico indispensabile e portentoso. Gli inverni siberiani sono così freddi che sulle ali dei corvi si forma la brina, ch rende difficoltoso il loro volo, e il Samoiedo riesce a sopportare queste temperature e ad essere sempre attivo, forte, tenace e ad adattarsi a mille situazioni diverse. Il cane arrivò il Inghilterra nel 1889, grazie all’esploratore Robert Scott, e da lì la razza si diffuse in tutto il mondo visto che il Samoiedo si dimostrò immediatamente non solo un forte lavoratore ma anche un compagno affidabile e affettuoso.

La mitologia ha sfornato diverse storie sui cani bianchi, e il Samoiedo è protagonista di alcune di esse. Purtroppo questi miti riguardano riti sacrificali, diffusi in tutto il mondo proprio per la particolarità del cane, Indiani D’America, Cinesi e anche alcune popolazioni della Gran Bretagna hanno sviluppato strane credenze intorno al nostro piccolo amico bianco. Per gli Apache Jicarilla il cane bianco rappresenta il sole e la luna e il suo sacrificio serve loro per portare al Grande Spirito i messaggi degli umani. Un antica pratica cinese invece garantiva sicurezza agli abitanti che avevano cosparso sulle porte delle loro case il sangue del Samoiedo, e in più un boccale di sangue caldo pareva potesse far guarire dalla febbre e dalla pazzia, e allontanare gli spiriti. Nel Galles fortunatamente non ci sono credenze legate all’uccisione dell’animale: se una persona in fin di vita incontra un cane bianco sarà salvata dall’Inferno e andrà in Paradiso.

Il Samoiedo è un cane dall’aspetto forte, solido, la sua altezza è di circa 48-50 centimetri e il peso va dai 20 ai 30 chilogrammi. Il torace è profondo, la testa possente a forma di cuneo, tartufo nero, orecchie di media grandezza, carnose ed erette, mascelle forti, occhi a mandorla, scuri e profondi. Le labbra sono nere, leggermente arcuate, e conferiscono al cane il famoso “sorriso samoiedo”. La coda è lunga, ricca di magnifico pelo, e si arriccia sopra il dorso. Il mantello è a pelo doppio, dotato di un sottopelo denso e morbido, capace di difendere il Samoiedo dalle temperature polari, così come i cuscinetti carnosi della pelle, e poi dal pelo superficiale, folto, ruvido e ritto. Attorno al collo e sulle spalle corre una gorgera di pelo. Il colore del manto è principalmente bianco, ma in alcuni casi può essere anche color biscotto o nocciola e raramente completamente scuro (sempre in toni del marrone). Le zampe sono capaci di grande resistenza, piatte e pelose, gli arti forti e muscolosi.

Il Samoiedo è stato utilizzato anche come cacciatore di trichechi, guardiano di greggi, pastore di renne e come cane da difesa, in più è in grado di trasportare carichi molto pesanti per lunghe distanze, infatti è principalmente un cane da slitta. Sembra sia difficile da addestrare ma in realtà è solo che si dimostra impaziente nell’eseguire e ripetere gli esercizi, come se si annoiasse.

E’ comunque un dolcissimo cane da compagnia, diffuso in tutto il mondo proprio per la sua bellezza e per il grande affetto che è capace di trasmettere. Gioca volentieri con i bambini, non è mordace ma abbaia spesso, emettendo però suoni colloquiali e allegri. E’ molto pulito, gentile, simpatico, si adatta a tutti i tipi di alimentazione proprio perchè la memoria di razza lo ha sottoposto a grandi digiuni o a nutrirsi di cibo scadente.

Una nota molto positiva riguarda il mantello, che si mantiene bianco naturalmente, senza necessità di frequenti lavaggi periodici. E’ bene però spazzolarlo ogni giorno, soprattutto in estate, per evitare che i parassiti lo attacchino e che diventi poi davvero complicato ripulire tutto quel pelo da un’invasione di pulci!

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