Zen, il cane cacciato dalla casa di Dio

di Redazione 1

Che la colpa sia stata tutta del suo nome, Zen, che suona troppo ‘new age’ e  non è nel calendario cristiano? Hai voglia a girarci intorno e a cercare una qualche giustificazione o una spiegazione plausibile: di fatto Zen, splendido esemplare di labrador color cioccolato, è stato cacciato insieme alla sua proprietaria dalla casa di Dio, la chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino in Panfilo a Roma, quartiere Parioli, dove si trovavano per seguire la messa. A sorpresa il prete proprio al momento della lettura del Vangelo li ha, non evangelicamente, cacciati.

 

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Episodi analoghi sono già ‘saliti’ agli onori, o meglio disonori, delle cronache: l’anno scorso, ad esempio, era capitato a un golden retriever di essere cacciato dalla messa nella chiesa di Sant’Anna ad Alassio perché ‘colpevole’ di starsene accucciato accanto ai proprietari ad ascoltare l’omelia. Il parroco ritenne la presenza del cane non rispettosa dei luoghi sacri. Un altro precedente ancor peggiore è quello del cane guida per ciechi a cui non è stato permesso di entrare con il suo ‘assistito’ nella basilica di Viggiano in Basilicata. Ma la chiesa non è un luogo pubblico? La casa di Dio non è aperta a tutte le creature? E il nostro san Francesco d’Assisi, è o non è il patrono degli animali?

 

Di fatto stavolta è capitato a Zen, labrador cioccolato, e alla sua proprietaria che mai avrebbe immaginato di dover subire con il suo cane un umiliante gesto di esclusione in una chiesa da parte di un prete. Con Zen la signora aveva preso posto sulle panche più lontane dall’altare e stavano tranquillamente assistendo alla funzione religiosa quando, prorio al momento della lettura del Vangelo, il sacerdote, preso il microfono, ha intimato alla signora di allontanare il cane.

Le parole del sacerdote, che dovrebbero essere di amore e compassione, e che in questo caso sono state di profonda e ingiustificata intolleranza – racconta la protagonista di questo increscioso episodio – mi hanno ferita nel profondo anche perché era la prima volta che venivo allontanata da una chiesa, in piena funzione domenicale, a causa del cane. La casa di Dio dovrebbe essere un luogo di accoglienza, di conforto, di riparo; non certo un posto dal quale essere scacciati.

Amareggiata anche la presidente nazionale di Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, Carla Rocchi:

Il sacerdote di Santa Teresina in Panfilo non poteva scegliere modo peggiore per celebrare la fine dell’Anno Santo dedicato alla Misericordia e, quindi, proprio all’accoglienza dell’altro. Sacerdoti e gerarchie ecclesiastiche mi sembra abbiano un rapporto decisamente conflittuale con gli abitanti non umani del creato. Quello di Santa Teresina in Panfilo non è un fatto isolato. Per questo, sarebbe meraviglioso se il Santo Padre ricordasse a tutti l’importanza di amare e rispettare tutte le creature di Dio, animali compresi. Così, ne sono sicura, le chiese tornerebbero a riempirsi.

 

 

Fonte enpa.it

Photo credits pixabay.com

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Commenti (1)

  1. A quel punto, cane al guinzaglio, la fedele si alzata ed uscita dalla chiesa.

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