Vivisezione, perché gli scienziati sono favorevoli

di Redazione 3

vivisezione perché scienziati favorevoli

La polemica sull’uso degli animali nella ricerca si riaccende periodicamente, ma per il Parlamento italiano è arrivato il momento di ratificare la direttiva comunitaria sulle regole della sperimentazione animale. Il testo è già passato alla Camera, dove la pressione da parte degli animalisti ha portato all’approvazione di alcuni emendamenti che il mondo della ricerca giudica troppo restrittivi.

Dopo il caso delle 900 scimmie importate dalla Cina per la vivisezione destinate ai laboratori della multinazionale Harlan in Brianza, alcuni dei nomi più in vista della ricerca italiana hanno deciso di intervenire pubblicamente per spiegare le ragioni della scienza e fare il punto sull’utilizzo delle cavie in Italia.

Secondo gli scienziati la vivisezione sarebbe un retaggio del passato, oggi, infatti, esiste la “sperimentazione animale” per testare i farmaci ed è attuata con tutte le garanzie stabilite da leggi moderne. Inoltre, sarebbe una necessità irrinunciabile affinché gli ammalati trovino sempre migliori terapie.

Il professor Garattini ha avuto diversi incontri a Palazzo Madama per caldeggiare le ragioni della scienza e chiedere la modifica agli emendamenti approvati dalla Camera. Come ha sottolineato:

Senza la sperimentazione animale sulle scimmie l’Aids sarebbe ancora una malattia fatale, perché solo sui primati funzionano i farmaci antiretrovirali che hanno portato alla cronicizzazione della malattia.

Il professor Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, ha spiegato come si muove la ricerca rispetto all’obiettivo-farmaco. Per definire la sua tossicità, infatti, viene prima testato per vedere come si comporta sulle cellule, poi sugli animali, quindi sull’uomo. Secondo l’esperto non è possibile saltare la seconda fase perché la cellula non può dire quale sia l’effetto su un organismo.

Il Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Marco Pierotti, invece, ha ricordato che l’Italia è all’avanguardia per la disciplina sulla sperimentazione: un comitato etico verifica che l’esperimento sull’animale sia scientificamente corretto, abbia metodologia appropriata, risponda a congruità statistica e che gli animali non siano sostituibili con altra forma di sperimentazione.

Sembrerebbero tutte buone ragioni, ma siamo sicuri che non esista ricerca medica senza vivisezione?

Photo Credit|ThinkStock

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