Rosita: vitella clonata che produce latte umano

di cinzia iannaccio Commenta

Lei si chiama Rosita Isa ed è una vitellina molto speciale. Da grande infatti produrrà un latte molto nutriente, simile a quello umano materno! Ancora una volta gli animali si dimostrano preziosi per noi, per la nostra alimentazione, ma la storia della nascita di Rosita Isa è di quelle che fanno riflettere, e che lasciano di sicuro un poco di ansia ed amaro in bocca. La splendida e giovane mucca è infatti il risultato di una sperimentazione che aveva proprio questo obiettivo.

Per raggiungerlo gli scienziati del  National Institute of Agrobusiness Technology d’Argentina e della locale Università Nazionale di San Martin, l’hanno clonata in laboratorio modificando il suo dna. A questo infatti sono stati inseriti dei geni umani capaci di produrre lattoferrina (una proteina in grado di rafforzare il sistema immunitario) e lisozima, un naturale antibatterico. La comunicazione ufficiale della nascita di Rosita, avvenuta in questi giorni spiega:

“la mucca clonata è nata il 6 Aprile con un parto cesareo, necessario perché alla nascita la vitella pesava 45 chili, il doppio del normale”.

E già questo crea delle perplessità, non trovate? Nello stesso documento gli scienziati argentini affermano soddisfatti che si tratta del “primo esemplare al mondo di mucca dal latte umano”, mentre dalla Chinàs Agricultural University di Pechino negano: loro hanno già sviluppato una mandria di 300 esemplari con le stesse caratteristiche! I principi di tutto ciò sarebbero buoni. L’idea base della clonazione animale è di creare degli animali (così come delle piante) ogm, capaci di resistere alle avversità, di sopravvivere ai luoghi più impervi e con capacità nutrizionali maggiori: insomma combattere la fame nel mondo. Ma pensate che il latte di Rosita finirà nei biberon dei bambini affamati dei paesi in via di sviluppo o nelle farmacie delle nazioni ricche? L’Unione europea, nel frattempo per motivi di sicurezza ha messo al bando la carne clonata, anche se pare che ormai sia già entrata nella catena alimentare!

Cosa pensare della clonazione degli animali? Negli anni ’50 i primi tentativi e poi nel 1997 il primo grande successo, la pecora Dolly. Dopo di lei un’infinità di altri animali sono stati clonati con la stessa tecnica. Gli obiettivi sono i più disparati, si parla anche di creare maiali transgenici come fonte di organi per noi altri esseri animali. Soprattutto però attualmente è pratica comune usare animali clonati nelle sperimentazioni da laboratorio. Eppure tutto accade quasi in silenzio. I nostri bambini, quasi non sanno più che il latte lo fanno le mucche nelle fattorie, ora dovranno pensare che si crea in laboratorio? Di contro, non berrei mai latte geneticamente modificato, ma avrei voglia di riempire di coccole la bella Rosita. E voi?

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