Usa, violenza sugli animali in fattoria

di Redazione 1

mucche

Si comsumavano terribili violenze ai danni degli animali in una fattoria degli Usa, precisamente nell’Ohio, dove è stato segretamente girato un video nelle settimane scorse, da un ente americano per la protezione di questi esseri viventi e, precisamente, dal Mercy for Animals. Praticamente fra le mura della struttura avveniva di tutto, dai calci alle sprangate, dai pugni fino ai colpi di forcone, sia al ventre che al muso, in particolare di vitelli e mucche. Ad alcuni esemplari, è stata persino spezzata la coda, tanto che le immagini, piuttosto forti, che stanno girando su internet, sono sempre accompagnate dall’avviso che chiunque sia particolarmente sensibile, dovrebbe evitare di vederle.

Nel corso del filmato si nota anche l’accanimento contro gli animali, tanto che uno di questi viene preso a sprangate anche quando, già sanguinante, non riesce più a reagire. L’ennesimo triste caso di violenze nei confronti di creature indifese, questa volta smascherate ma troppo spesso, probabilmente, consumate in luoghi così nascosti da essere insospettabili e l’orrore prosegue per mesi. Stavolta, il fatto è avvenuto alla Conklin Dairy Farms Inc, una azienda di Plain City, nell’Ohio.

Ovviamente i proprietari hanno fatto sapere che non si tratta affatto di una cosiddetta “fattoria dell’incubo” e che tutti “gli ospiti” della struttura vengono trattati con rispetto e, per questo, si sono riservati di vedere il video, prima di prendere eventuali misure di sicurezza. Tuttavia, hanno già confermato che gli eventuali protagonisti di tanta barbarie, saranno tutti licenziati immediatamente. Del resto, Mercy for Animals, prima di diffondere le riprese, ha dichiarato che il video mostra moltissime violazioni dello statuto dell’Ohio contro la crudeltà sugli animali e, da quello che si vede, i dubbi che venissero trattati con cura sono molti e, anzi, è impossibile pensare il contrario. Ancora una volta il conto, salatissimo, non è mai per l’uomo che distratto, noncurante e con atteggiamento superiore, non esita a colpire chi è più indifeso e bisognoso di cure.

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