
La storia del cane Shih tzu è molto antica e può essere divisa in due epoche, quella tibetana e quella cinese; in Tibet veniva allevato come cane da compagnia e da allerta, perché essendo molto intelligente era in grado si avvertire il padrone al minimo segnale di pericolo. Durante l’epoca cinese l’allevamento dello Shih tzu avveniva presso il palazzo imperiale e riceverne uno in dono significava essere apprezzati dall’imperatore.
Gli Shih tzu, come i pechinesi e i carlini erano considerai i cani dei nobili e dell’aristocrazia in genere, ma non solo: basti pensare che per il popolo tibetano è ancora oggi un onore e un segno di buon augurio ricevere in regalo uno di questi cagnolini.
Fisicamente, lo Shih tzu si presenta con la testa tonda e larga, con il muso “a crisantemo” e il pelo a ciuffi che gli ricade sugli occhi; è un cane di piccola taglia, la cui altezza non deve superare i 26,7 centimetri e il cui peso ideale varia dai 4,5ai 7,3 chilogrammi. La caratteristica peculiare dello Shih tzu è il pelo che è lungo e folto, a volte con una leggera ondulazione; sono ammesse tutte le colorazioni del mantello, ma sempre con una macchia bianca sul muso e sulla punta della coda.

Quando si parla di gatti c’è da fare un’importante distinguo, tra quelli che vivono in campagna o comunque liberi di uscire in giardino e rientrare in casa a loro piacimento, e mici che non hanno accesso all’esterno e abitano 24 ore su 24 in appartamento e dunque suscitano maggiori preoccupazioni quando si tratta di farli andare anche solo sul balcone per la prima volta, o ancora se si trasloca e ci sarebbe la possibilità nella nuova abitazione di farli stare all’aperto.

