Leone Cecil, la storia più bestiale cercata su Google nel 2015

di Piera Lombardi Commenta

Ricordate Cecil? E come dimenticarlo? Lui non era un leone qualsiasi, ammesso che un simile felino passi mai inosservato. Era il re leone, esemplare maschio di 13 anni  dalla maestosa e peculiare criniera nera; principale attrazione dei visitatori della riserva naturale di Hwange, di cui era icona, oltre a essere simbolo dell’intero Zimbawe e oggetto di studio della comunità scientifica. Ucciso lo scorso luglio da Walter Palmer, dentista americano del Minnesota in trasferta africana in qualità di cacciatore di frodo di trofei unici. Non meraviglia perciò che la storia di Cecil sia stata nel 2015 tra le più cercate al mondo sul motore di  ricerca di google, nel mare di vicende di animali che affollano il web ogni giorno. Cecil, che di significati ne concentrava in sé già tanti, è diventato il simbolo di una natura irriducibile e irraggiungibile, sconfitta solo perché abbattuta dalla bestiale e sanguinaria viltà umana.

 

Leone maschio con criniera nera

Ricorderete che la storia di Cecil ha fatto il giro del mondo e indignato non solo gli animalisti: cittadini di ogni paese, lo Zimbawe in testa subito seguito da utenti del Pakistan e del Kenya e poi via via di ogni provenienza, hanno interrogato Google per sapere tutto sull’uccisione di Cecil e più in generale sui safari e la caccia grossa.

La vicenda per la sua ferocia ha scosso le coscienze e suscitato un’onda emotiva a livello planetario. L’animale è morto dopo un’agonia di 4o ore: Palmer, cacciatore di frodo già condannato negli Usa per aver sparato a un orso nero, dopo aver rintracciato Cecil con un gps, averlo attratto fuori dalla zona protetta con un’esca, lo ha colpito con arco e frecce. A distanza di molte ore, lo ha trovato e finito a colpi di pistola, per poi scuoiarlo e decapitarlo eliminando il collare segnaletico. Il dentista ha poi dichiarato di non sapere che il leone a cui aveva dato la caccia fosse proprio Cecil, tanto importante per lo Zimbabwe. Eppure, quel safari, fatto con la complicità di un cacciatore professionista e di un fattore locale e terminato con un’esecuzione crudele, gli sarebbe costato 55mila dollari per comprare il silenzio di due guardie del parco.

Per reazione è stata avviata una petizione sul sito della Casa Bianca che in meno di tre giorni ha raccolto 170mila firme per chiedere l’estradizione perché il dentista venisse processato secondo la legge dello Zimbabwe. Tornato in patria Palmer, sommerso di insulti su Facebook, è stato costretto a chiudere il suo studio dentistico preso di mira quotidianamente dagli ambientalisti, ma per poi riaprirlo a settembre.

L’ultima notizia è sconcertante: lo scorso ottobre, il governo del paese africano ha annunciato che il dentista non sarà incriminato perché è stato verificato che aveva tutti i permessi in regola. Nella sola, vera giungla, quella umana, la legge del più forte vince sempre. Resta l’onta subita da un intero paese anche dal punto di vista economico, perché Cecil garantiva profitti fino a 8 mila euro al giorno, lo smacco per la natura, e la tragedia nella tragedia perché sono destinati a morire pure i sei cuccioli di leone visto che verranno uccisi da un altro maschio adulto per incoraggiare le tre compagne di Cecil ad accoppiarsi nuovamente.

 

Photo credits Thinkstock

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