Lemuri e delfini, anche con loro pet therapy contro l’autismo

di cinzia iannaccio 1

Un delfino ed un lemure, due animali provenienti da mondi molto diversi, eppure da ora in poi saranno uniti nella lotta contro l’autismo. A breve partirà infatti a Roma un doppio progetto scientifico di Pet Therapy che ha per protagonisti i due splendidi animali. L’idea nasce dopo un anno di lavoro realizzato con bambini affetti da questa patologia, tra gli 8 ed i 14 anni, presso il grande parco acquatico Zoomarine, a Torvajanica nei pressi della capitale. Il tutto si è svolto sotto l’egidia degli specialisti dell’Ospedale san Carlo di NancyIDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata), genitori ed addestratori, ed i risultati, derivati dal contatto con foche e leoni marini dell’acquario hanno fatto decidere per una svolta ulteriore. Nel nuovo progetto di ricerca che sarà presentato nel week end, è stato dunque coinvolto anche il Bioparco di Roma, al suo centesimo compleanno!

Protagonisti qui i lemuri, simpatici animaletti che abbiamo imparato ad amare grazie ai cartoons Madagascar e ad uno dei protagonisti indiscussi: il fanatico Re Julien. Oltre che i delfini. Ha spiegato il prof. Davide Moscato, Responsabile del Centro di Pet Therapy dell’IDI, presso il quale da circa 10 anni è stata approntata anche un’apposita fattoria con tanto di conigli, caprette e pony:

“L’incontro con animali insoliti e sorprendenti, come un leone marino di 400 kg ha aiutato giorno dopo giorno i bambini ad emergere dal proprio sommerso, attraverso una spinta emotiva che ha fatto affiorare nuove capacità relazionali, giungendo perfino a interagire in maniera autonoma”.

Un successo terapeutico importante. Non è la prima volta che i delfini vengono coinvolti in progetti terapeutici di questo tipo. Ricordo tanti anni fa di storie importanti che provenivano dal delfinario di Rimini. Le conferme scientifiche sulla potenzialità di comunicazione dei delfini sono decisamente aumentate e questa sarà una ulteriore. Totalmente nuovo invece il passo verso i lemuri. L’idea ci piace, non trovate?

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