Giornata Mondiale delle tartarughe marine 2019, la storia della caretta caretta Anna 

di Fabiana Commenta

Si festeggia oggi, 16 giugno 2019, la Giornata Mondiale delle tartarughe marine, ma l’impegno del WWF è quotidiano per sostenere, aiutare e tutelare questa specie. 

Dall’inizio dell’anno sono state ben 28 le tartarughe marine ritrovate sulle spiagge dagli operatori del Centro di recupero tartarughe marine WWF di Policoro, e tutte della specie Caretta caretta: dieci di queste 28 erano ancora vive, ma tutte in estrema difficoltà. 

Cinque di loro avevano avuto interazioni con attrezzi da pesca, una ingerito plastica, le altre quattro erano debilitate. 

Fra le storie simbolo dell’anno, il WWF ricorda la storia della tartaruga Anna: tutto comincia lo scorso primo maggio, quando un sub si era immerso nelle acque di Torre Borraco (Manduria in provincia di Taranto), e si accorge della presenza di una grande tartaruga trattenuta sul fondo da una lunga lenza da pesca. Vengono subito allertati la Guardia Costiera e il Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Policoro e i collaboratori presenti nell’area salentina, si attivano per trattare in salvo la tartaruga. 

L’intervento del gruppo Lega Navale sezione di Colimena è immediato e con l’aiuto del sub, la Caretta caretta viene liberata dalla lenza che la teneva imprigionata e portata sulla terra ferma, dove riceve i primi soccorsi e viene stabilizzata grazie alle cure. 

Anna è una bellissima e forte tartaruga lunga 75 centimetri che pesa 56,6 chili: viene trasferita con urgenza al Centro WWF per le successive indagini veterinarie e stabulata nelle grandi vasche. 

Nonostante la sua forza, la lotta di Anna non è ancora finita: i veterinari si accorgono che la tartaruga aveva subito gravi danni da costrizione sugli arti anteriori e sul collo. La Caretta caretta viene portata alla Sea Turtle Clinic DMV nell’Università degli Studi di Bari: le due pinne anteriori di Anna presentano gravi lesioni e rischio necrosi dovuto a un irregolare flusso sanguigno. L’operazione va a buon fine e Anna è tornata di nuovo al Centro Recupero del WWF a Policoro per ricevere le cure utili al suo totale recupero. Nonostante ormai abbia solo una pinna perché l’altra le è stata amputata, Anna potrà di nuovo nuotare libera in mare. 

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