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Coccidiosi nei cuccioli di cane: contagio, sintomi e terapia

coccidiosi cuccioli cani sintomi diagnosi terapiaLa coccidiosi è una malattia molto frequente nei cani, una parassitosi, provocata da organismi unicellulari, protozoi che per l’appunto si chiamano Coccidi e che vivono e si riproducono nell’intestino dei fedeli amici dell’uomo. Rappresentano la causa più comune di malattia nei cuccioli e negli animali adulti con sistema immunitario compromesso. Colpisce anche i gatti. Negli animali domestici in questione troviamo solitamente coccidi del genere Isospora canis e Isospora ohioensis. Nell’arco dei 6 mesi il cucciolo sviluppa immunità. Tale malattia dunque nei cani adulti non comporta rischi seri: diventeranno solo portatori sani del parassita.

Il contagio della coccidiosi

Il contagio della coccidiosi avviene attraverso le feci di un animale infetto. E’ nell’intestino infatti che i protozoi si moltiplicano e sviluppano cisti che vengono poi espulse con la defecazione. I cuccioli sotto i 6 mesi di vita in genere vengono contagiati dalla mamma. Ma anche da altri animali se questi vivono in condizioni igieniche precarie o comunque di affollamento, come in un canile, in un allevamento, ricoveri o ospedali per animali. In questi contesti vanno isolati i cani infetti. Dal contagio allo sviluppo della malattia occorrono circa 12-15 giorni.

I sintomi della coccidiosi nei cani

Il sintomo più evidente di questa parassitosi è la diarrea, che può essere lieve o grave. All’interno delle feci possono anche trovarsi sangue e muco, soprattutto se la malattia è in stato avanzato. Se questa non viene diagnosticata e curata per tempo, può anche essere letale: arrivano vomito, perdita d’appetito e di peso, e disidratazione. Se la diarrea o le feci molle si sviluppano in un cane sotto i sei mesi di vita, la prima cosa da fare è l’esame delle feci per una diagnosi specifica, atta ad individuare il parassita in questione e dunque a procedere con la terapia adeguata.

Quale cura per la coccidiosi?

Fondamentale è ricordare che la coccidiosi è curabile, attraverso dei farmaci specifici, dei sulfamidici che vanno somministrati per due o tre settimane. Le dosi vanno studiate in base al peso dell’animale. Possono essere necessari anche antibiotici in caso di sovrinfezioni batteriche e sostanze reidratanti. I sulfamidici sono utili anche nella prevenzione perché non uccidono il parassita, ma semplicemente impediscono la loro riproduzione. Questo permette al sistema immunitario di eliminare ed espellere i coccidi presenti nell’organismo, anche se con tempi non brevissimi. I coccidi dei cani non provocano parassitosi nell’essere umano.

Foto: Thinckstock