Aspergillosi negli uccelli, cause, prevenzione e terapia

di cinzia iannaccio 1

aspergillosi uccelli cause terapiaL’aspergillosi è una malattia delle alte vie respiratorie provocata da un fungo, l’aspergillus, le cui spore possono dimostrarsi molto invasive ed infestanti. Oltre l’essere umano ed il cane può colpire anche gli uccelli. Il contagio avviene proprio attraverso le spore di questo fungo che possono penetrare nell’organismo attraverso la respirazione o l’ingestione.

Possono infatti essere presenti anche in alcuni cibi contaminati, nell’acqua, nei nidi e nei materiali adottati per questi o comunque per attrezzare la gabbia. Stazionano in modo particolare nelle aree con scarsa ventilazione. Inoltre va ricordato che l’aspergillosi aviaria è più frequente negli uccelli con sistema immunitario basso. Questo capita in presenza di alcune rare malattie o più di frequente in pennuti sotto stress, magari per il trasferimento da un ambiente all’altro (non a caso è comune negli animali giovani e di recente importazione). Si può riscontrare con facilità anche in uccelli malnutriti e/o affetti da una carenza di vitamina A.

La prevenzione di tale malattia dunque parte dal mantenere sotto controllo tutti questi fattori: mantenere una buona igiene e ventilazione nell’ambiente dove il pennuto soggiorna, fornirlo di un’alimentazione completa ed adeguata ed evitargli stress non necessari.

Alla comparsa dei primi sintomi (la difficoltà respiratoria è il più evidente, ma ve ne sono altri) è inoltre importante rivolgersi al veterinario affinché una volta effettuata la diagnosi precisa vi consigli la terapia: a base di farmaci antifungini. Di provata efficacia l’ amfotericina b che però si somministra per endovenosa. Di contro per via orale si utilizzano (spesso in prosecuzione terapeutica) anche antimicotici come la 5-fluorocitosina, il ketoconazolo o il fluconazolo. La malattia può avere risvolti letali se non curata adeguatamente e nella sua forma acuta, anche in tempi rapidi, quindi è importante seguire attentamente le indicazioni del veterinario. In genere la terapia si protrae per almeno 30 giorni.

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Foto: Thinkstock

 

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