I ciclidi nani sudamericani.

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I ciclidi nani sudamericani sono ormai diventati tra i pesci più diffusi in acquariofilia grazie alla loro estrema adattabilità e al loro comportamento assolutamente affascinante.

Come dice il nome, si tratta di pesci di dimensioni inferiori ai 14 cm (per i maschi) o i 12 cm (per le femmine), il che li rende molto adatti anche a vasche dal litraggio non altissimo (70 litri in su). Sono pesci che vivono nelle acqua del bacino del Rio delle Amazzoni, che per estensione copre diverse tipologie di acqua: andiamo da quella acide e tenere, a quelle alcaline e dure, con la possibilità di trovare zone con valori intermedi e diversi da quelli standardizzati nei biotopi.

Questi ciclidi sono pesci territoriali, che quindi devono potersi dividere un ampio territorio se messi in vasca con altri ciclidi nani: lo stress causato dalla convivenza può risultare fatale per l’esemplare (o la coppia) sottomessa. Tranne che nel periodo riproduttivo, i nani non attaccheranno in maniera feroce altri pesci, dando quindi la possibilità di inserirli in vasca con altre razze pacifiche e di branco.

Il pesce neon

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Da sempre uno dei pesci di branco più diffuso nei nostri acquari, il pesce Neon (nome scientifico Paracheirodon Innesi) deve il suo nome alla banda laterale luminescente del suo corpo.

Si tratta di un pesce noto soprattutto per la tendenza a radunarsi in branchi e nuotare all’unisono, formando così un specie di onda colorata molto suggestiva. Questo comportamento si ha specialmente nei primi tempi di adattamento e in caso di pericolo.

Il Neon presenta un corpo affusolato con base di colore grigia: a questa si aggiungono una banda rossa nella parte ventrale del pesce fino a circa metà del corpo e una banda luminescente nella parte centrale. Vive prevalentemente nelle acqua scorrevoli tipiche delle zone amazzoniche, preferendo acque acide (è stato ritrovato in natura in acque con ph tra il 5.0 ed il 7.0) e tenere, con temperature oscillanti tra i 22 e i 26 gradi e con luce non troppo forte. Gli anni di allevamento ne hanno aumentato la tolleranza a valori diversi, soprattutto per quanto riguarda la durezza, anche se è sempre consigliabile non discostarsi troppo dai valori tipici del suo biotopo.

Il Betta splendens

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Adatto al neofita alle prime armi così come intrigante per l’acquariofilo esperto, il Betta Splendens risulta essere un pesce dallo spiccato fascino. Tipico delle risaie e delle acque stagnanti dell’Asia, in natura risulta carnivoro, nutrendosi di larve di zanzara, piccoli insetti e crostacei e microorganismi. Anni di selezione ne hanno fatto un pesce resistentissimo, in grado di adattarsi alle più svariate condizioni in termini di acqua e cibo.

Il Betta è un pesce caratterizzato da un grande dimorfismo sessuale: i maschi si presentano con pinne lunghe e colorate e sono più grossi delle femmine, che presentano pinne corte e una colorazione poco appariscente. Il suo nome volgare (Pesce Combattente Siamese) deriva dall’incompatibilità intraspecifica: risulta molto aggressivo verso i conspecifici, soprattutto verso i maschi, che se messi nella stessa vasca danno luogo a vere e proprie battaglie che solitamente culminano con la morte di uno dei due.

Per questa caratteristica viene purtroppo utilizzato, soprattutto in Malesia e Sri Lanka, per veri e propri combattimenti su cui si effettuano scommesse. I combattimenti portano spesso alla morte di uno od entrambi i contendenti.

IV e ultimo Round per la scelta degli animali domestici

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Riguardo all’ordine sicuramente sono stata un po’ banale, sono partita dalle prime scelte, quelle che ricadono sui cane e sui gatti, per poi giungere in discesa tra criceti, topolini e conigli e concludo qui, parlando di tartarughe, uccelli, serpenti e acquari, scelte semplici per alcuni, ma sicuramente da ritenere folli per altri…mi riferisco ai rettili chiaramente!

Arriviamo subito al dunque, partiamo dalle cose semplici e concludiamo con qualcosa che non ha a che fare solo con gli animali o la passione che nutriamo nei loro confronti, ma anche con il gusto e l’arredamento: gli acquari.

Gli uccelli

E’ chiaro che decidere di prendere un canarino, un cardellino, o comunque un piccolo uccellino è una decisione piuttosto semplice da prendere. Si possono tenere in veranda ma anche in casa, magari in gabbiette mobili da poter spostare sul balcone quando ci sono le belle giornate. Troverete sempre qualcuno che si prenderà cura di loro quando non ci siete, e le spese saranno davvero limitate, per quanto riguarda il nutrimento e la cura. Certo, un pappagallo è più impegnativo. Innanzi tutto sono molto delicati, tanto quanto sono belli in pratica, vanno tenuti con estrema cura e attenzione, e se poi desiderate proprio degli esemplari particolari, con cui interagire, allora considerate che occuperanno nella vostra casa non solo un grande spazio materialmente, ma diventeranno i veri protagonisti anche quando riceverete degli amici!

Il pesce rosso, un po’ di consigli utili

pesce rosso1Non hanno le zampe ma sono sempre piccoli animali domestici: i pesci rossi. Chi non ha mai desiderato che il papà gli comprasse quel piccolo pesciolino chiuso in un palla di plastica, alla fiera? Ecco, adesso che sono adulta capisco le condizioni in cui sopravviveva il pesce e non mi meraviglio affatto se non ha vissuto a lungo una volta portato a casa! Per questo ecco alcune piccole nozioni e alcuni suggerimenti da tener presente per conoscere e curare i pesciolini nel giusto modo.

Il pesce rosso, Carassius auratus auratus, appartiene alla famiglia dei Cyprinidae è originario dell’Asia Orientale. Vive abitualmente in fiumi e laghi ed è una versione domestica della Carpa grigioverde. Ne esistono diverse varietà, alcune delle quali perdono la colorazione rosso-arancione, brillante, che di solito caratterizza i pesciolini. Queste specie, che hanno configurazioni di pinne e occhi così particolari e diverse, e che hanno colori che vanno dal nero, al blu, al marrone non sono più semplici pesci rossi da vaschetta, ma viste le dimensioni e i bisogni sono pesci che comunemente vengono tenuti in acquario. Inoltre sono molto meno resistenti del pesce rosso comune e quindi più delicati e difficili da curare.

In condizioni ottimali il Carassio Rosso può arrivare a pesare 3 chilogrammi e diventare lungo anche 60 centimetri, ma si parla di allevamenti all’aperto o di vasche estremamente grandi… non preoccupatevi, non farà esplodere la sua vaschetta casalinga!