Cani e gatti in condominio, sarà vietato vietarli

di Redazione 4

Cani gatti condominio vietato vietarli

Finalmente arriva il Sì agli animali in condominio. Da oggi, dunque, vietare la presenza di cani, gatti e qualunque altro animale domestico tra le mura di casa sarà vietato. La notizia ci rende davvero molto felici e senza dubbio è una grande vittoria per tutte quelle famiglie che vivono con gli amici a 4 zampe e non sono poche!

La battaglia è stata portata in Parlamento dalla LAV e con il voto alla Camera dei Deputati finisce l’era dei regolamenti condominiali che vietano il possesso o la detenzione di animali domestici. L’Italia, perciò si mette in pari con i principi contenuti nel Trattato Europeo, che definisce gli animali esseri senzienti, e del codice penale, che punisce i loro maltrattamenti.

La legge vuole quindi favorire una maggiore tolleranza verso gli amici a 4 zampe, che di fatto diventano dei veri membri della famiglia per chi se ne circonda, ed evita controversie unitili. Come ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della LAV:

Questo “vietato vietare” è un nuovo, concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici, una battaglia che per il diritto di proprietà sulle case aveva già visto schierarsi la Giurisprudenza, ma che vedeva ancora ben organizzata un vera e proprio animalofobia da condominio. Di fatto questo nuovo principio legislativo assicura anche la fine delle cause per il passaggio nelle scale e l’utilizzo dell’ascensore da parte dei quattro zampe, una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo.

Era ora! È davvero assurdo pensare di escludere dalle nostre abitazioni un cane o un gatto, ma lo stesso discorso vale per un coniglietto, un criceto o qualunque altro peloso, a causa di pregiudizi, spesso assolutamente infondati. Chiaramente, questo non significa che il vicino dovrà sopportare tutto, zitto e mosca, restano di fatto tutte le forme di tutela civile e penale che l’ordinamento già prevede a favore dei terzi che concretamente subiscono un danno dall’animale, quando ad esempio un cane abbia troppo o sussistono problemi igienico-sanitari certificati.

Via|LAV; Photo Credits|ThinkStock

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