57 cani uccisi, strage in Arkansas

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57 cani sono stati avvelenati e uccisi in un bosco nella contea di Searcy nell’Arkansas del nord. Si è trattato di una vera e propria strage. La macabra scoperta è stata fatta qualche giorno fa dal personale di una segheria in cerca di legname. I corpi dei cani morti erano sparsi ovunque. Poliziotti e volontari animalisti accorsi sul posto, sono rimasti sconvolti perché mai nulla di simile di quello che è stato definito il più brutale caso di crudeltà verso gli animali nella storia del paese, si era mai presentato ai loro occhi. Due società in difesa degli animali e un anonimo privato hanno offerto complessivamente 8 mila dollari come ricompensa a chi darà informazioni che porteranno all’arresto e alla condanna del responsabile o dei responsabili di questa carneficina.

 

cani in un rifugio

Ancora poco chiara è la dinamica dei fatti anche se gli inquirenti riferiscono di aver raccolto prove sulle quali mantengono il riserbo. Quel che è certo è che decine di cani sono stati portati nei boschi più remoti e isolati della contea di Searcy, in Arkansas, ma da chi e perché non è emerso. Un serial killer dei cani? Un folle criminale, o c’è dell’altro?  I poveri cani sono stati alimentati con hot dog avvelenati dopodiché qualcuno ha aperto il fuoco e li ha sistematicamente uccisi. Al momento del ritrovamento 56 cani giacevano morti, uno era in condizioni talmente gravi che è stato sottoposto a eutanasia, quattro di loro sono stati salvati dal personale della Searcy County Humane Society (la foto si riferisce a due di loro) e verranno dati in adozione quando si saranno rimessi uno è talmente sconvolto da non essersi fatto prendere, e non si sa se ci possano essere altri sopravvissuti che ancora vaghino spaventati nei boschi circostanti.

Lo sceriffo Joey Pritt che indaga sul caso con l’Arkansas State Police e l’Arkansas Game and Fish Commission, ha detto di non aver mai visto nulla di simile in 25 anni di attività. Non crede che i cani uccisi fossero animali domestici rubati, non avevano collare né pare abbiano microchip. Deve trattarsi di randagi, ma non è chiaro da dove siano stati presi e come siano stati portati fin là e da quanto tempo giacessero morti. La scena del crimine è ancora da ricostruire.

“Questo atto macabro e atroce della violenza contro questi poveri cani è estremamente preoccupante, soprattutto se si considera che la connessione tra crudeltà verso gli animali e la violenza umana è ben documentata”, ha dichiarato  Chris Schindler , direttore società umana dei crimini animali.

Certo è che la brutale strage sembra esser stata premeditata, deliberata e portata a termine con lucida determinazione.

 

Fonte dailymail.co.uk    examiner.com

Photo credit facebook.com

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