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  • 16
  • ott
  • 2009

Collie, il pastore del ritorno a casa

Di Claudia, in Cani, Razze Cani.

CollieIl Collie è il cane pastore dei bassopiani scozzesi, il guardiano di greggi che discende dal Borzoi, dal Terranova e dal Levriero scozzese. Il suo nome deriva probabilmente dal termine coalie, o coaly, che significa nero come il carbone. Questo probabilmente si riferisce al muso scuro del cane che pascolava le greggi in Scozia, ma è anche possibile che molto tempo fa il Collie fosse prevalentemente di colore nero e che quindi gli scozzesi gli abbiano dato questo nome riferendosi al pelo scuro e non solo al muso del suo antenato.

Il Collie da sempre possiede due caratteristiche fondamentali, che lo hanno reso nel corso del tempo uno dei cani preferiti dalla letteratura, dal cinema e dalla tv. Ha un senso del dovere innato, non è in grado di non portare a termine un compito, e collegato a questo l’amore che lo lega alla sua famiglia e talmente tanto grande che tante sono diventate le leggende e le storie vere che narrano di Collie indispensabili per il padrone o di cani che sono sempre tornati al nido, anche se lontani chilometri e lottando contro mille difficoltà, perchè non potevano fare altrimenti.

Fu la regina Vittoria la prima a possedere un Collie come cane da compagnia e non come pastore. Da lì venne lanciata una moda che contagiò tutta l’aristocrazia inglese, l’Europa, gli Stati Uniti, fino ad arrivare ai giorni nostri, tempi in cui il Collie è tra i cinque cani da compagnia preferiti in tutto il mondo. Tutto ciò è accaduto probabilmente per l’immenso affetto che il Collie dona a tutti i membri della famiglia, e anche chi non ne possiede uno può immaginare quanto questo cane sia speciale da questo punto di vista, altrimenti Torna a casa Lassie si sarebbe riferito a qualche altra razza!

Sono talmente tante le storie sul ritorno dei Collie dai loro padroni che sembra quasi scontato che gli esseri umani abbiano deciso di girare dei film in merito. Una di queste storie è quella Shep, un Collie che alla fine del secolo scorso badava alla pecore, a Central Park… eh sì, c’erano le pecore al Central Park! Quando divenne vecchio i gestori del parco decisero di mandarlo in pensione, in campagna, ad Hudson. Shep arrivò lì ma subito ripartì alla volta di New York, verso Manhattan, per ritornare nel suo parco a svolgere il suo lavoro, non si sentiva vecchio e stanco, e lo dimostrò con quel viaggio. Un’altra storia è invece quella di due Collie, uno vecchio e uno giovane, che vivevano sull’Isola di Arran. Un giorno il vecchio annegò e il giovane lo trovò sulla spiaggia. Si diresse di corsa dal padrone, un macellaio, che gli diede un grosso pezzo di carne. Il giovane Collie lo portò da quello vecchio. Potete decidere voi se pensare che lo abbia fatto nella speranza che il suo anziano amico si ripredesse, o se quello fosse un dono per il viaggio nell’aldilà, ma comunque sia questo gesto sottolinea la devozione del Collie per la famiglia, e in quel caso quel cane ne era parte importante, e anche la spinta che questo cane nutre nel non abbandonare mai chi ama davvero.

Il Collie è bello e armonioso, e allo stesso tempo dimostra di essere forte e robusto. L’altezza va dai 55 ai 60 centimetri e il peso dai 22 ai 32 chili. Nella valutazione della razza è fondamentale la testa, piatta tra le orecchie e con un lungo prolungamento verso il tartufo, che è sempre nero. Gli occhi sono dolci e attenti e rappresentano un’altra caratteristica fondamentale, il Collie ha quella particolare espressione che lo rende speciale. Le orecchie sono piccole, portate all’indietro, erette per due terzi e ricadenti per l’ultimo terzo, in cima. Il torace è ampio e la muscolatura lombare ben sviluppata. Ne esistono due varietà, quella a pelo duro e quella a pelo liscio. La prima ha un abbondante pelo esterno e sottopelo morbido, la seconda invece ha pelo più corto, piatto e fitto, e sottopelo abbondante. I colori principali sono sabbia e bianco, tricolore, grigio-blu e bianco.

Abbiamo già tessuto le sue lodi, quindi possiamo solo aggiungere che il Collie ama i bambini ed in grado non solo di giocare ma anche di badare a loro. E’ un cane aristocratico, intelligente, fedele, per niente aggressivo, anche se molto diffidente con gli estranei, sempre per il senso di protezione verso la famiglia. Non ama le imposizioni, infatti anche l’addestramento va fatto con le buone maniere, visto che comunque impara in fretta e sfrutta anche i momenti di gioco per allenarsi e tirare fuori le sue capacità (strisciare basso sulle quattro zampe  mentre gioca, come fanno i cani pastori per avvicinarsi alle pecore senza spaventarle). E’ mite e sensibile, a volte cocciuto, ha estremo bisogno di esercizio fisico, anche se non tende a ingrassare, è una questione più psicologica che fisica.

Prendete un Collie se riuscirete a dargli compiti e a tenerlo all’aria aperta, se siete in appartamento cercate di portarlo fuori spesso e di trovargli quotidianamente delle mansioni da svolgere.

[Photo courtesy of *SaNNaS]

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Sono stati scritti 4 commenti su "Collie, il pastore del ritorno a casa"

  1. [...] passando da Esky, a Eskimo, fino a diventare quello che tutti noi adesso conosciamo: Husky. La razza è stata allevata per più di tremila anni dal popolo Inuit della Siberia, che lo ha reso un cane [...]

  2. [...] E’ probabile però che questo cane fosse originariamente un pastore delle Highlands, un Collie nero e fulvo, e che il Duca di Gordon abbia incrociato proprio questo cane con i Setter della sua [...]

  3. [...] categoria “Il cane che salta più in alto al mondo” potrebbe essere un incrocio con un Collie capace di saltare da terra quasi due metri e fare piroette in aria. Il suo nome è Blitzen, [...]

  4. [...] Finora nonostante i grandi successi nessun animale ha mai ottenuto la statuetta: neppure il collie che interpretò Lassie in ben 7 film o Jiggs lo scimpanzé interprete di Cita di Tarzan, morto il [...]



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